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Arriva dalle Marche il “gamberetto” che “riconosce” le acque pulite

Tra i più antichi esemplari di Niphargus ictus, minuscolo crostaceo, specie endemica del Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi

Il 'gamberetto' Niphargus ictus

Esistono luoghi nei quali respirano i tempi della terra, in cui è possibile imbattersi in creature risalenti a 30 o 50 milioni di anni fa. Cavità sotterranee o praterie e boschi poco frequentati contengono mondi singolari ed avvicinano le ere geologiche alle epoche storiche più recenti.

Tutto questo è possibile nel Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi, nelle Marche. È un cuore pulsante di biodiversità che tutela oltre 105 specie di uccelli nidificanti, 40 specie di mammiferi, tra cui 14 di chirotteri, 29 tra rettili e anfibi e oltre 1250 specie vegetali. Un caleidoscopio di meraviglia derivante dalla straordinaria varietà di condizioni ecologiche e climatiche presenti in uno spazio così antico da apparire eterno.

L’Area protetta contiene, infatti, tesori florofaunistici unici, capaci di restituire l’ambiente preappenninico lungo l’area montana che abbraccia i comuni di Arcevia, Cerreto d’Esi, Fabriano, Genga e Serra S. Quirico. Altre sorprese si nascondono nella suggestiva Gola di Frasassi, scavata dall’azione erosiva delle acque del fiume Sentino che ne ha plasmato la millenaria memoria rocciosa creando dirupi e originando un regno sotterraneo di ineguagliabile incanto.

Qui, infatti, tra i molti esemplari che testimoniano la storia biologica universale, si può trovare, un antichissimo crostaceo il cui nome scientifico è Niphargus ictus. Niphargus deriva dal greco e significa “splendente come la neve”, proprio per via del suo aspetto caratteristico e per la peculiarità di brillare letteralmente alla luce del microscopio. Si tratta di una specie endemica visibile esclusivamente nelle grotte. Le dimensioni variano tra i 12 e i 30 mm, vive nelle acque sotterranee e svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema, dato che è un saprofago, ovvero riesce a metabolizzare le sostanze organiche in decomposizione eliminando i detriti. Per questa caratteristica è considerato un bio-indicatore. La sua stessa presenza, infatti, è sinonimo di acqua pulita particolarità affermata anche in numerosi studi di eco-tossicologia e fisiologia.

E se i “super-poteri” del popolo che abita gli ambienti ipogei sembrano tingersi di verde, in superficie i colori da attraversare sono ancora più intensi e si mescolano alla storia, più recente, dei borghi: dal santuario di Frasassi, le abbazie di Sant’Elena, San Vittore delle Chiuse e Valdicastro, sino ai castelli di Genga, Pierosara, Avacelli e Castelletta.

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