Moda, accordo Italia – Francia contro l’ultra-fast fashion
CNA Marche: "Ora servono misure per salvaguardare le imprese marchigiane che attraversano una fase critica"

Un patto tra Italia e Francia per rafforzare la filiera europea della moda, tutelare le piccole imprese manifatturiere e rispondere alla pressione dei colossi dell’ultra‑fast fashion. È la proposta avanzata da CNA Federmoda nel corso di un vertice bilaterale svoltosi a Roma.
Le piccole imprese non sono semplici fornitori dei grandi marchi, ma custodiscono competenze, lavorazioni e saperi che rendono unica la moda italiana. Se si indebolisce questa rete, si impoverisce l’intero sistema produttivo. CNA Federmoda ha indicato due priorità: uniformare gli audit e i sistemi di valutazione richiesti alle aziende, oggi costrette a rispondere a procedure diverse e spesso sovrapposte, e costruire un vero patto di filiera tra brand e PMI, fondato su programmazione, responsabilità condivisa ed equa distribuzione del valore.
La CNA delle Marche accoglie positivamente l’impostazione del patto bilaterale, che interviene in un momento particolarmente delicato per il sistema moda regionale. Il comparto, che rappresenta una delle colonne portanti del manifatturiero marchigiano, registra infatti un calo dell’export del 7%, in linea con la debolezza della domanda nei principali mercati europei e nordamericani.
Il distretto più rilevante, quello delle calzature di Fermo, con oltre 1,4 miliardi di euro di merci esportate, segna una flessione del 4,1%, appesantita dai forti arretramenti negli Stati Uniti (-20,3%), Cina (-33,7%) e Federazione russa (-30,4%). Non mancano però segnali di vitalità in mercati alternativi: Polonia (+13,8%), Belgio (+17,5%), Brasile (+222,5%) e Lettonia (+251,9%).
L’abbigliamento regionale arretra del 10%, con cali diffusi sia nei mercati maturi (USA -6,8%; Regno Unito -31,4%; Giappone -27,2%) sia in quelli emergenti (Russia -20,4%; Hong Kong -29,7%; Cina -39%).
La Jeans Valley del Montefeltro registra una contrazione più marcata (-20,8%), determinata soprattutto dalle flessioni in Francia (-23,9%) e Spagna (-51,3%).
Per la Pelletteria di Tolentino il settore chiude l’anno a -11,4%, con cali significativi nel Regno Unito (-30,4%), Cina (-29,6%) e Corea del Sud (-36,1%).
“Serve – dice Andrea Caranfa, responsabile Moda Tessile e Abbigliamento CNA Marche – un patto di filiera anche nelle Marche. Le imprese non possono reggere da sole la competizione globale. Il quadro che emerge è chiaro: le imprese marchigiane stanno affrontando una fase di forte pressione competitiva, aggravata dalla contrazione dei consumi internazionali e dall’avanzata dell’ultra‑fast fashion”.
Ed ancora “L’accordo Italia–Francia va nella direzione giusta, perché riconosce che la filiera europea deve essere protetta e valorizzata. Ma per le Marche è indispensabile che questo patto si traduca in strumenti concreti. Servono dunque da parte della Regione Marche politiche di tutela della filiera e misure a sostegno delle piccole e medie imprese in difficoltà (molte quelle che hanno già esaurito le ore di cassa integrazione) e in generale di tutta quanta la filiera produttiva. “Le Marche hanno una storia e una identità produttiva che non possono essere disperse – conclude Caranfa – Il patto Italia–Francia è un’opportunità: ora dobbiamo coglierla per rilanciare la nostra filiera perché la priorità è garantire futuro alle imprese e ai lavoratori”.


















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