“Le scuse di Roberto Mancini non sono sufficienti: servirebbe un gesto concreto”
Mangialardi: "Restituisca integralmente il compenso ricevuto dalla Regione, destinandolo a enti o soggetti operanti nelle Marche"

Roberto Mancini torna sulla panchina della nazionale italiana di calcio. Auguri di buon lavoro al nuovo commissario tecnico e alla nostra squadra dopo anni di cocenti delusioni.
Mancini si è presentato, o meglio ripresentato al Paese con una conferenza stampa dove ha chiesto scusa per l’improvviso addio alla nazionale nell’agosto 2023 (tramite PEC inviata da Mykonos), con il contestuale trasferimento in Arabia come allenatore della nazionale saudita, con un contratto che prevedeva un compenso di 25 milioni di euro all’anno.
Dopo il fallimento in Arabia Saudita e le conseguenti dimissioni, Mancini è tornato a guidare l’Italia riconoscendo gli errori del passato. Un fatto certamente positivo, anche se è apparso alquanto stonato il paragone tra la nazionale e la “donna della propria vita”, oltre che abbastanza superficiale l’aver individuato come causa di quel divorzio una imprecisata “mancanza di comunicazione” con l’allora Presidente Gravina (come se non c’entrasse nulla l’offerta dall’Arabia Saudita…)
Ad ogni modo, credo però che quelle scuse dovrebbero essere rivolte non solo agli italiani in generale, ma anche ai marchigiani in particolare.
Lo dico con la stessa coerenza con cui, fin dall’inizio, ho contestato la scelta della Regione Marche di affidargli un incarico da testimonial lautamente retribuito (parliamo di quasi 1 milione di euro di compensi).
Ho sempre sostenuto che quel ruolo non dovesse essere pagato con risorse pubbliche, tanto più con cifre così rilevanti. Il legame con la propria terra, a mio avviso, non si può essere oggetto di contratti o di transazioni finanziarie.
Non è questo il momento di discutere della partecipazione di Roberto Mancini al Natale di Atreju per ritirare un premio a lui dedicato e consegnato da Francesco Acquaroli (nella doppia veste di Presidente della Regione e suo “datore di lavoro”), né delle sue opinioni politiche o del sostegno esplicitamente espresso allo stesso Presidente Acquaroli nel corso della campagna elettorale delle elezioni regionali del 2025. Sono scelte personali, che rispetto.
Semmai, sul piano dell’opportunità, proprio perché ricopriva un incarico retribuito dalla Regione, sarebbe stata auspicabile una maggiore attenzione nel tenere distinti il ruolo istituzionale e quello politico.
Il punto vero è un altro. Quando Roberto Mancini lasciò la Nazionale per andare ad allenare l’Arabia Saudita, venne meno la principale ragione che aveva portato la Regione a sceglierlo come testimonial. Da quel momento quel contratto avrebbe dovuto essere chiuso o profondamente rivisto. Lo dissi allora e lo ribadisco oggi.
Per questo credo che, se oggi Mancini sente il bisogno di chiedere scusa agli italiani, dovrebbe fare un gesto anche nei confronti dei marchigiani: restituire integralmente il compenso ricevuto dalla Regione.
Se possibile, a enti o soggetti operanti nella nostra Regione: non come fece nel 2024, quando non era già più commissario tecnico della nazionale, rinunciando a una parte marginale del proprio compenso in favore di soggetti operanti in altre Regioni.
Erano pur sempre soldi dei marchigiani, che andrebbero restituiti ai marchigiani.
Sarebbe un segnale concreto di rispetto verso una comunità che ha finanziato quell’incarico con risorse pubbliche e che ha sempre sostenuto l’allenatore nonostante, come egli stesso ha ammesso, errori e tradimenti che hanno rischiato di minare la fiducia.
Maurizio Mangialardi
Consigliere PD Marche



















Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Marche Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password
Effettua l'accesso ... oppure Registrati!