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L’industria marchigiana tra fragilità e nuove prospettive di crescita

Pubblicato il Rapporto di Confindustria relativo all'anno 2025

Report Confindustria sull'economia marchigiana

Un’analisi sull’andamento dell’industria marchigiana e sulle prospettive che attendono il mondo produttivo nei prossimi mesi. È quanto elaborato da Confindustria Marche, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo, nel Rapporto sull’economia marchigiana 2025 e nell’indagine sulle prospettive dell’industria nel secondo semestre 2026.

“Il Rapporto indica un’economia caratterizzata da crescita fragile, incertezza dello scenario internazionale e debolezza della domanda – commenta il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali –. Ma quello marchigiano è anche un sistema produttivo resiliente e capace di adattarsi ai cambiamenti. Lo conferma un sondaggio rapido, condotto nella prima metà di luglio su un campione di 736 imprenditori sulle attese per il prossimo semestre, in cui emerge un graduale rafforzamento della fiducia. La competitività delle Marche dipenderà dalla capacità di accelerare gli investimenti, favorire la crescita dimensionale delle imprese, valorizzare il capitale umano e cogliere appieno le opportunità offerte dall’innovazione e dall’intelligenza artificiale”.

“Le realtà che investono in innovazione, restano orientate alla crescita e si aprono verso nuovi mercati possono guardare al futuro con fiducia anche in momenti complessi. Il nostro supporto si è evoluto verso un modello unico sul mercato in grado di offrire alle PMI strumenti finanziari un tempo riservati ai grandi gruppi industriali, in particolare per quanto riguarda innovazione, crescita internazionale e finanza straordinaria – ha spiegato Alessandra Florio, Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo -. Nel 2025, nell’ambito della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, abbiamo erogato alle imprese marchigiane circa un miliardo di euro di nuovi finanziamenti a medio lungo termine e circa 550 milioni di euro nei primi sei mesi di quest’anno. Siamo radicati nei territori e traiamo forza dal dialogo e dalla collaborazione costante con il mondo imprenditoriale e confindustriale, condividendo le migliori soluzioni per la competitività delle nostre imprese”.

“I conflitti in Iran e Ucraina stanno avendo conseguenze macroeconomiche significative, con effetti evidenti su livelli e volatilità dei prezzi delle materie prime e tempi di approvvigionamento – sottolinea Giovanni Foresti, economista del Research Department di Intesa Sanpaolo -. L’economia italiana è particolarmente vulnerabile a causa della sua elevata dipendenza energetica. Nonostante i progressi degli ultimi anni, l’incidenza delle importazioni sul totale del fabbisogno energetico italiano è pari al 74%, diciassette punti percentuali in più rispetto alla media europea. In prospettiva è pertanto necessario ridurre ulteriormente l’intensità energetica dell’economia italiana e, al contempo, rafforzare la nostra sicurezza energetica. Le imprese possono dare il loro contributo, puntando sempre più su rinnovabili ed efficientamento. Sarà poi importante intensificare gli investimenti in tecnologia, che consentono anche di accedere più facilmente a mercati lontani e di tenere sotto controllo i costi, con ritorni importanti in termini di produttività”.

Secondo Marco Cucculelli, Università Politecnica delle Marche, curatore del Rapporto e dell’indagine, “l’industria marchigiana chiude il 2025 con una lieve contrazione della produzione industriale (-0,3%), un risultato comunque migliore rispetto alle flessioni registrate nel 2024 e nel 2023. Le difficoltà si concentrano in particolare, nel sistema moda, mentre alcuni settori – come la meccanica, l’alimentare e il legno-arredo – evidenziano capacità di tenuta e segnali di recupero”.

Sintesi Rapporto sull’economia marchigiana 2025

Il Rapporto 2025 evidenzia la profonda fase di riorganizzazione del sistema produttivo marchigiano. Negli ultimi anni sono scese sensibilmente le imprese esportatrici, senza però compromettere la presenza complessiva della regione sui mercati internazionali. Questo evidenzia il consolidamento dimensionale delle imprese più competitive e un progressivo aumento dell’efficienza media del sistema produttivo. Procede ancora lentamente, invece, la trasformazione verso produzioni e settori ad alto contenuto di conoscenza.

Positivo il quadro sul fronte del mercato del lavoro. Nel 2025 l’occupazione ha continuato a crescere (+7.000 occupati rispetto al 2024, pari ad un aumento dell’1,1%), grazie soprattutto all’aumento del lavoro dipendente, che registra circa 10.000 occupati aggiuntivi, prevalentemente nell’industria. La disoccupazione regionale resta stabile al 5,1%, sotto la media nazionale. Cresce tuttavia il numero delle persone in cerca di occupazione, soprattutto tra laureati e profili ad alta qualificazione, in controtendenza rispetto al dato nazionale.

Lieve la flessione degli investimenti delle imprese marchigiane (-0,4%), che interrompe il percorso di crescita degli anni precedenti. La riduzione interessa soprattutto le imprese di minori dimensioni e quelle maggiormente orientate all’export.

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