Marche, occupazione stabile. In calo le persone che cercano lavoro
Cresce occupazione nel lavoro dipendente. In forte calo agricoltura, costruzioni e terziario. Tengono commercio, alberghi e ristoranti

Marche, occupazione sostanzialmente stabile (-513) mentre calano i disoccupati (-9.458). Molti di coloro che erano in cerca di un lavoro hanno smesso di cercare attivamente una occupazione ma sarebbero disponibili a lavorare (+8.369).
Diminuiscono anche i cosiddetti neet, ossia coloro che non cercano e non sono disponibili a lavorare (-3.069). Insomma, è una fotografia in chiaroscuro, quella scattata dai Centri studi di Cna e Confartigianato Marche sui dati Istat, mettendo a confronto il primo trimestre 2026 con quello dell’anno precedente.
Nelle Marche il I trimestre del 2026 registra dinamiche tendenziali di riduzione delle forze lavoro (-1,5%) e di leggero calo dell’occupazione (-0,1%) ma anche una decisa diminuzione delle persone in cerca di occupazione (-27,3%), con un miglioramento solo parziale dei principali indicatori di equilibrio del mercato del lavoro: difatti, mentre cala il tasso di attività (dal 70,5 al 69,9%) e cala anche il tasso di disoccupazione (dal 5,1% al 3,8%), invece cresce seppur lievemente il tasso di occupazione (dal 66,8% al 67,2%).
Il calo delle forze di lavoro si concentra nella componente femminile (-2,2%) mentre il leggero calo degli occupati è dovuto a una diminuzione delle donne che lavorano (-1,3% pari a 3.718 in meno) che non è compensata da una lieve crescita degli occupati maschi (+0,9% pari a 3.205 occupati in più).
“Nell’artigianato – affermano i presidenti di Cna Marche Maurizio Paradisi e di Confartigianato Marche Moira Amaranti – continuano a pesare la crisi del comparto moda e le difficoltà della filiera del legno-arredo, due settori che rappresentano una componente essenziale dell’economia regionale e che stanno risentendo della debolezza della domanda e delle incertezze dei mercati internazionali. Preoccupa inoltre il ridimensionamento del lavoro autonomo. Per sostenere la competitività delle imprese è necessario intervenire con decisione sul costo del lavoro, riducendo la pressione fiscale e contributiva che grava su aziende e lavoratori e che rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita e alle nuove assunzioni”.
Cresce l’occupazione nelle manifatture (+14.797) mentre l’edilizia, finiti i lavori del superbonus 110, perde occupati (-2.811) così come l’agricoltura (-1.544) ma il calo più significativo è quello dei servizi (-10.946) con una sostanziale tenuta di commercio, alberghi e ristoranti (-243). Crescono solo gli occupati dipendenti (+18.163), mentre crollano gli indipendenti (-18.676). Sono partite Iva e professioni ordinistiche che si cancellano dagli Albi, (soprattutto nei servizi) mentre molti rinunciano ad avviare un’attività autonoma in attesa di maggiori certezze e di tempi migliori.
I capitani coraggiosi delle piccole e medie imprese marchigiane meritano il sostegno delle istituzioni e del sistema del credito regionale per continuare ad investire e creare occupazione.



















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