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Nei teatri delle Marche “Arlecchino servitore di due padroni” con Zanza e regia di Carlo Boso

La compagnia di David Anzalone a Macerata Feltria, Corinaldo, Recanati, Matelica, Porto San Giorgio, Tolentino e Fabriano

David "Zanza" Anzalone nelle vesti di Arlecchino

“Arlecchino servitore di due padroni” interpretato da un irrefrenabile David Zanza Anzalone con la regia di Carlo Boso è in scena a febbraio e marzo nelle stagioni proposte dall’AMAT con i singoli comuni e con il contributo di MiBACT e Regione Marche.

Dopo la data di Urbino in occasione della Prima Giornata dello Spettacolo dal Vivo in ottobre, la commedia va ora in scena a Macerata Feltria (PU) al Teatro Battelli mercoledì 8 febbraio, a Corinaldo (AN) al Teatro Goldoni, venerdì 10, a Recanati (MC) al Teatro Persiani sabato 11 e a Matelica (MC), al Teatro Piermarini domenica 19 febbraio. In marzo sarà nuovamente nei teatri marchigiani a Porto San Giorgio (FM) al Teatro Comunale sabato 11, a Tolentino (MC) al Don Bosco venerdì 24 e a Fabriano (AN) al Teatro Gentile domenica 26 marzo.

Un grande Zanza, un manipolo di bravi giovani attori. La regia di un maestro come Carlo Boso. Il grande potere comunicativo della Commedia dell’Arte e del teatro goldoniano.

Questi gli ingredienti di questo nuovo “Arlecchino”. L’idea di mettere in scena un riadattamento de “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni significa voler affrontare un’opera-simbolo: per Goldoni rappresentò la conclusione e la sintesi di un fenomeno teatrale-sociale-politico chiamato Commedia dell’Arte che “inventò” il Teatro come mestiere, che segnò la nascita del Teatro Moderno e che fu il seme dal quale nacquero tutte le forme spettacolari a noi oggi conosciute. Per Giorgio Strehler la Commedia dell’Arte fu, nell’immediato dopoguerra, la spinta per far rinascere il Teatro Italiano e ridare al popolo il “suo” teatro. Lo spettacolo, che non vuole essere né teatro di narrazione né teatro civile né tantomeno teatro-predica, vuole recuperare il vero motore poetico del Teatro dei Commedianti, ma ambientarlo nel secondo dopoguerra.

La storia si svolge a Milano e racconta, da un lato, come nasce l’illusoria Repubblica democratica italiana. Dall’altro, la vicenda narra di come il “povero” popolo italiano – rappresentato da un Arlecchino/reduce della campagna di Russia – oltre ad essere stato sacrificato in guerra, si ritrova ora costretto, per sopravvivere, a barcamenarsi fra i “nuovi padroni”.

Il soggetto è firmato, sul canovaccio goldoniano, da David Anzalone con Michele Pagliaroni, anche in scena insieme a Francesca Berardi, Marco Chiarabini, Erika Giacalone, Teo Guarini, Andrea Milano, Arianna Primavera, Guido Targetti. Carlo Boso firma regia e drammaturgia per una produzione del Centro Teatrale Senigalliese con il sostegno del Comune di Senigallia, del MiBACT e della Regione Umbria.

Biglietti e informazioni alle biglietterie dei teatri che ospitano lo spettacolo, AMAT 071/2072439 punti vendita del circuito Amat/vivaticket, sito vivaticket.it e Call center dello spettacolo delle Marche 071/2133600.

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