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Marche: 51 nuovi casi di Coronavirus

Sono 323 i campioni positivi; l’8 marzo il settimo decesso

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Cresce ancora la diffusione del Coronavirus nelle Marche e lo fa a ritmi importanti. La Sod Virologia dell’Ospedale di Torrette ha comunicato nella mattina del 9 marzo gli ultimi risultati dei test sui tamponi: sono 323 i campioni positivi, su un totale di 1250.

Dai 272 positivi a sabato sera, i tamponi effettuati domenica 8 marzo 2020 sono saliti a 323: ovvero 51 nuovi casi. I morti restano sette, le persone in isolamento 1553.

Il settimo decesso nella nostra regione è stato registrato nella giornata dell’8 marzo: è avvenuto nell’Ospedale Regionale di Torrette di Ancona e si tratta di un uomo di 83 anni con patologie pregresse.

Anche qualche notizia confortante: sono stati dimessi dall’ospedale di Torrette ad Ancona i primi due pazienti affetti da coronavirus.  Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “Entrambi hanno superato la fase acuta della malattia e presentano condizioni cliniche e psicologiche perfettamente compatibili la prosecuzione della convalescenza in ambito domiciliare. Sia i pazienti che i familiari sono stati adeguatamente istruiti sui comportamenti di sicurezza da adottare. Da questo momento in poi i pazienti saranno monitorati dai servizi territoriali competenti“.

In entrambi i casi – ha spiegato  il prof. Marcello Tavio, direttore della struttura complessa di malattie infettive Ospedali Riuniti di Ancona e presidente della Società Scientifica italiana malattie infettive – non c’è stato bisogno di terapia di supporto degli organi vitali, ma di sola terapia medica e monitoraggio; a conferma del fatto che i soggetti senza comorbosità presentano un andamento molto più lineare e favorevole rispetto a soggetti anziani e/o defedati

Intanto non tutti dimostrano di aver recepito l’ordinanza del governo volta ad arginare la rapida diffusione del contagio: a dimostrazione di ciò il traffico sul ponte del fiume Cesano, quello che divide le province di Ancona e Pesaro Urbino, scorreva quasi normalmente nella giornata dell’8 marzo. Il divieto di transito è stato ignorato dai più dimostrando ancora una volta che la diffusione del virus e direttamente proporzionale al bassissimo senso civico della popolazione.

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