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Centro regionale fibromialgia ai nastri di partenza

Il presidente della IV Commissione, Fabrizio Volpini: “Ospedale Carlo Urbani scelta più naturale e giusta”

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Casini, Volpini, Ceriscioli, Cesetti, Sciapichetti

Le Marche sono la prima regione a dotarsi di un centro di riferimento regionale per la Fibromialgia. Istituito presso la Clinica reumatologica dell’Università Politecnica delle Marche con sede nell’Ospedale “Carlo Urbani di Jesi”, la struttura coordinerà le azioni di prevenzione, diagnosi e cura delle due patologie, dedicandosi anche allo studio dei pazienti e alla loro presa in carico in un’ottica di multidisciplinarietà.

La scelta del presidio ospedaliero ‘Carlo Urbani’ è stata – ha evidenziato il presidente della IV commissione, Fabrizio Volpini, nel corso della presentazione alla stampa -. la più naturale e giusta. La fibromialgia è un problema particolarmente sentito, di cui la commissione Sanità si è occupata attraverso l’esame di diverse proposte di legge. Abbiamo trovato una sintesi nella legge 38, approvata all’unanimità nel dicembre del 2017, che prevede diversi interventi tra i quali la realizzazione di questo centro unico regionale istituito poche settimane fa con la delibera attuativa emanata dalla Giunta regionale“.

Il centro si occuperà di gestire e coordinare il registro regionale dei soggetti affetti da fibromialgia, e sintomi correlati quali la sensibilità chimica multipla, e predisporre specifici protocolli per la presa in carico dei pazienti.

Con la legge regionale 38 – ha affermato Fausto Salaffi, professore associato di reumatologia presso la Clinica reumatologica – è stato fatto un notevole lavoro. Le Marche hanno messo nero su bianco una serie di azioni importanti, tra le quali la predisposizione di un registro dei pazienti necessario per poter gestire con un minimo di razionalità questa malattia”.

La fibromialgia per le sue caratteristiche e sintomi, quali la sensibilità chimica multipla, in alcuni casi fortemente invalidanti, pur non essendo inserita tra le patologie esenti dal sistema sanitario nazionale, è stata riconosciuta come patologia cronica dal ministero della Salute e da alcuni regioni, tra cui le Marche, con proprie leggi regionali..

La promozione della salute e la prevenzione delle malattie – ha sottolineato il consigliere regionale Enzo Giancarlisono la precondizione per un sistema sanitario più efficace ed efficiente. In quest’ottica si colloca la normativa che abbiamo approvato nel dicembre 2017 relativa alle disposizioni in favore dei soggetti affetti da fibromialgia e da sensibilità chimica multipla. Non posso che esprimere grande soddisfazione, intanto perché stiamo rendendo operativa una normativa avanzata, poi perché il Centro di riferimento regionale è istituito presso la clinica reumatologica dell’Università politecnica delle Marche con sede nel presidio ospedaliero “Carlo Urbani” di Jesi. Un riconoscimento alla professionalità dell’ospedale jesino, unico nuovo ospedale realizzato nelle Marche negli ultimi dieci anni, e del reparto guidato dal professor Grassi. Un ringraziamento particolare al presidente della commissione Sanità Volpini, che come sempre ha fatto prevalere i fatti alle parole”.

Il centro regionale dell’ospedale “C.Urbani” parteciperà a progetti di ricerca orientati a individuare approcci terapeutici innovativi in collaborazione con la Regione Marche, l’Università, gli Ordini provinciali dei medici chirurghi e odontoiatri e le associazioni dei pazienti. In primo piano anche la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario.

La fibromialgia è una patologia che colpisce in Italia, come ha spiegato lo stesso Salaffi, tra il 2 e il 4 per cento della popolazione, per un totale di circa due milioni di pazienti, di cui 30 mila nelle Marche. Da un punto di vista epidemiologico la prevalenza è nettamente superiore nelle donne rispetto agli uomini. L’età maggiormente interessata è quella tra i 35 e i 60 anni. La Fm occupa, per frequenza il 2°/3° posto tra le malattie reumatiche e rappresenta tra il 12 e il 20% delle diagnosi formulate in ambito ambulatoriale.

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