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Nasce il più grande Confidi delle Marche a sostegno delle imprese

Ceriscioli: "Nuove opportunità e punto di riferimento". Bora: "Forte coesione"

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Unione di tre Confidi delle Marche

Un passo fondamentale verso la ristrutturazione e il consolidamento del sistema della garanzia alle imprese, a lungo auspicato e stimolato dalla Giunta regionale.

È stato compiuto il primo luglio scorso, con l’aggregazione di tre dei più importanti Confidi delle Marche: organismi che agevolano l’accesso bancario alle aziende. Dopo un confronto tra le organizzazioni di rappresentanza artigiane e industriali (Cna, Confartigianato e Confindustria), la Società regionale di garanzia Marche (Srgm) ha incorporato Fidimpresa Marche e Cooperativa artigiana di garanzia Pierucci.

Attraverso la fusione, Srgm è oggi il primo Confidi regionale e uno dei principali nel panorama nazionale. Detiene una quota di mercato poco inferiore al 70 per cento, con 400 milioni di garanzie in corso, circa 40 mila imprese associate e una dotazione patrimoniale superiore ai limiti prescritti dalla normativa sulla vigilanza. La fusione, è stato sottolineato con corso di una conferenza stampa, favorisce importanti economie di scala e di scopo, assoluta affidabilità nei confronti del sistema bancario, garantendo alle piccole e medie imprese un canale stabile e autorevole di accesso al credito.

Oltre alla classica garanzia nei confronti delle banche, le imprese associate, comprese le start up e di nuova istituzione, possono contare su un’ampia offerta di servizi, come consulenze per accedere ai bandi pubblici, rilascio di fidejussioni, pianificazione finanziaria degli investimenti e dei progetti di sviluppo. Secondo il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, “è stato realizzato un bel lavoro. L’aggregazione tra i principali Confidi marchigiani offre nuove opportunità alle imprese in uno dei settori che ci ha visto più sofferenti in questi anni, quello del credito.

L’aggregazione permetterà di specializzare le attività, di aumentare i servizi alle imprese, di avere a disposizione più fondi che diventano moltiplicatori nel momento in cui vengono offerti come garanzia per i prestiti bancari”. Ma è anche un modello che può valere in altri settori: “Spesso la frammentazione, che è la caratteristica delle Marche nella loro pluralità, è di frenorispetto alla crescita – ha detto Ceriscioli – Vedere un’esperienza così importante e così complessa, perché l’aggregare soggetti diversi con la loro organizzazione e soci è stato tutt’altro che banale, è un buon punto di riferimento per chi crede nel percorso aggregativo come risposta ai problemi, all’erogazione dei servizi, alla crescita di opportunità economiche”.

È stata conseguita “la riforma più importante di questa legislatura, prevista nel programma di governo della Giunta regionale – ha commentato l’assessora alle Attività produttive, Manuela BoraUn’operazione che testimonia una forte coesione territoriale e mostra come le Marche stiano maturando una forte identità regionale per assicurare un futuro alle imprese che, pur portando ancora i segni della recessione, continuano a dare prova di grande resistenza, reazione e valore.

La Regione crede nel processo di aggregazione dei Confidi e ha emanato un apposito bando con i fondi Por Fesr, in scadenza il prossimo 31 luglio, per favorire questo tendenza, elevando le disponibilità da 12 a 24 milioni di euro”. Luciano Goffi, direttore generale Srgm, ha evidenziato come l’ammontare delle garanzie sostenute rappresenta il doppio delle somme di tutti gli altri Confidi. Ha anticipato la definizione di un “prossimo pacchetto di interventi per le imprese costruttrici marchigiane che devono essere aiutate a partecipare alla ricostruzione.

Andrea Sartori, Confindustria, vice presidente Srgm, ha rivolto “un plauso alla politica che sa portare al primo punto il tema del credito. Veniamo da un periodo di crisi che ha determinato un calo di fatturato e il credito rappresenta lo strumento utile per la ripresa aziendale. Gino Sabbatini, presidente Cna Marche, ha ribadito che “gli imprenditori hanno bisogno di un credito veloce che possa aiutare le imprese a stare sul mercato”.

Per Giuseppe Mazzarella, Confartigianato Marche, “è stata realizzata un’operazione che lancia un messaggio alle imprese e al sistema bancario: quello della volontà di fare squadra come punto di partenza per altre aggregazioni nei settori produttivi e dei servizi”.

Srgm è presente su tutto il territorio regionale, con sedi ad Ancona e in ogni capoluogo di provincia, e una rete commerciale di circa cinquanta esperti. I confidi che hanno dato vita alla fusione vantano lunghe esperienze di gestione di fondi pubblici, regionali ed europei. La Srgm proviene da una prima aggregazione realizzata agli inizi dl 2017, per incorporazione della Cooperativa Rabini (storico confidi della Confartigianato di Ancona) e Confidi di Fermo (in quota Confindustria).

Fidimpresa Marche era nata, invece, nel 2006 e costituisce il primo concreto esempio di una fusione tra confidi, avendo allora unito tutte le cooperative di garanzia della Cna. La Cooperativa Pierucci, emanazione della Confartigianato, era nata nel 1959, con una diffusa presenza nelle province di Macerata, Fermo e in tutta la zona del cratere sismico.

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