Cinema, in arrivo un nuovo bando per sostenere le produzioni nelle Marche
CNA Marche: "Serve la volontà di continuare a crederci, non solo come strumento di promozione turistica, ma come industria culturale"

Quando l’estate rallenta e le città marchigiane riprendono il loro passo consueto, c’è un settore che più di altri avverte il bisogno di non fermarsi. È il mondo del cinema e dell’audiovisivo, che negli ultimi anni ha visto le Marche trasformarsi in un set diffuso; un territorio che ha imparato a raccontarsi attraverso le immagini, le storie, le maestranze che lo abitano.
La pausa estiva è stata breve, quasi simbolica. Ora lo sguardo è rivolto al nuovo bando per le produzioni, annunciato dal presidente della Fondazione Marche Cultura, Andrea Agostini. Non si parla di cifre roboanti: 800-900 mila euro, recuperati da risorse non spese. Eppure, in un settore che vive di continuità, anche una cifra modesta può diventare un segnale, una promessa, una boccata d’ossigeno.
Negli ultimi tre anni, le Marche hanno ospitato oltre 130 set. Un numero che, da solo, racconta un fermento inatteso. Molte produzioni arrivavano da fuori regione, è vero. Ma una volta qui, hanno trovato professionisti marchigiani, attori, tecnici, artigiani, comparse, location manager, ristoratori, albergatori. Hanno trovato un tessuto vivo, pronto, capace di rispondere.
«Non possiamo permettere che tutto questo si dissolva», avverte Alessandro Tarabelli, presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Marche. Le sue parole non sono un allarme, ma un richiamo alla responsabilità. Perché ciò che è stato costruito non è solo un indotto economico: è una cultura del fare, una filiera che ha iniziato a riconoscersi, a crescere, a immaginare un futuro.
Le analisi parlano chiaro: ogni euro investito in una produzione che sceglie le Marche ne restituisce almeno tre al territorio. È un moltiplicatore naturale, fatto di alloggi, pasti, servizi, noleggi, trasporti, professioni. È la dimostrazione che il cinema non è solo immagine, ma economia reale.
E allora quei 16 milioni di euro investiti nel precedente quadriennio non possono restare un episodio isolato. Sarebbe come accendere un faro e poi spegnerlo all’improvviso, lasciando il territorio in una penombra che non merita.
Il rischio “bolla”
C’è una parola che gira spesso nelle conversazioni degli operatori: bolla. Il timore che l’esplosione di set, opportunità e visibilità possa essere stata un fenomeno temporaneo, destinato a sgonfiarsi se non sostenuto da politiche stabili. Le Marche, grazie alle scelte della Regione, hanno dimostrato di poter essere una terra di cinema. Ora però serve la volontà di continuare a crederci, non solo come strumento di promozione turistica, ma come industria culturale capace di generare lavoro, competenze, identità.
CNA Cinema e Audiovisivo Marche chiede che il nuovo bando – e quelli futuri – possano offrire maggiore spazio anche alle piccole imprese di produzione, riconoscendo premialità a chi opera stabilmente nelle Marche. Perché la crescita di un settore passa anche dalla solidità delle sue radici. La ripresa dopo l’estate è un momento simbolico: si torna al lavoro, si riaprono i cantieri delle idee, si rimettono in moto progetti e ambizioni. Per il cinema marchigiano, questa ripartenza coincide con una domanda semplice e decisiva: continueremo a credere in ciò che abbiamo costruito? “CNA Cinema e Audiovisivo Marche spera di sì – conclude Alessandro Tarabelli – e lo dice con la voce di chi, negli ultimi anni, ha visto una regione raccontarsi come mai prima. Una regione che ora merita di continuare a farlo”.



















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