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Uil Marche: “Scuole senza condizionatori, come pensano di utilizzarle anche in estate?”

"La tutela dell'ambiente e la tutela delle persone devono procedere insieme"

Aula scolastica a Grottammare

“Le Marche negli ultimi anni hanno sperimentato in prima persona gli effetti della crisi climatica: eventi alluvionali devastanti, ondate di calore sempre più intense, periodi di siccità e fenomeni meteorologici estremi hanno dimostrato come la tenuta di una comunità non dipenda soltanto dalle infrastrutture, ma anche dall’efficienza della sanità territoriale, della scuola, dei servizi sociali e della protezione civile”. È questa la riflessione della Uil Marche alla lettura del Children’s Climate Risk Report 2026 dell’UNICEF, che propone una lettura innovativa del fenomeno: il rischio climatico non dipende esclusivamente dall’intensità degli eventi estremi, ma dalla vulnerabilità sociale dei territori e dalla capacità delle istituzioni di garantire continuità ai servizi essenziali.

“Il ragionamento – spiegano dalla Uil Marche – è che i fenomeni colpiscono con maggiore intensità i territori nei quali risultano più fragili i sistemi di welfare, i servizi educativi, sanitari e di protezione sociale: una riflessione che riguarda direttamente anche la nostra regione e che va fatta superando la logica dell’emergenza. Lo abbiamo visto con il decreto afa per il quale, anche quest’anno, ci si è ridotti all’ultimo e con un’ordinanza anziché prevedere per tempo una normativa strutturale e definitiva”.

Un aspetto che secondo il sindacato merita altrettanta attenzione riguarda l’apertura delle scuole durante il periodo estivo, sempre più spesso indicata come una possibile risposta alle esigenze di conciliazione tra vita familiare e lavoro. “È una richiesta che proviene da molte famiglie, soprattutto nelle città, dove i genitori faticano a trovare soluzioni adeguate per i propri figli durante la pausa scolastica – spiegano dalla Uil Marche – Tuttavia, questa prospettiva non può prescindere dal benessere dei bambini e del personale scolastico. Nelle Marche, gran parte degli edifici scolastici, in particolare nelle aree urbane e lungo la costa, non è ancora adeguatamente attrezzata per affrontare le sempre più frequenti ondate di calore. Aule prive di sistemi di raffrescamento, con grandi finestre spesso senza tende e senza possibilità di apertura, strutture progettate secondo standard ormai superati che rendono difficile garantire condizioni di benessere e di apprendimento durante i mesi più caldi compresi nel calendario scolastico.

Pensare a un utilizzo più esteso delle scuole nei mesi estivi significa quindi investire prioritariamente nell’adattamento climatico degli edifici scolastici, migliorandone il comfort e la sicurezza. Solo così la scuola potrà diventare davvero un presidio educativo e sociale capace di rispondere alle nuove esigenze delle famiglie senza compromettere la salute e il benessere di chi la vive ogni giorno”. Il cambiamento climatico non rappresenta soltanto una sfida ambientale: è ormai una questione sociale che rischia di amplificare le disuguaglianze e colpire in maniera sempre più pesante le bambine, i bambini e le famiglie più fragili.

Insomma, se la resilienza di un territorio si misura soprattutto nella possibilità di garantire ai cittadini e in particolare ai più piccoli, il diritto alla salute, all’istruzione e alla protezione sociale anche durante le crisi e non solo nella capacità di ricostruire del giorno dopo, allora è necessario superare una logica esclusivamente emergenziale e avviare politiche strutturali capaci di integrare adattamento climatico e giustizia sociale, rafforzando il welfare territoriale, investendo nella sanità pubblica, nella scuola, nei servizi educativi, nella sicurezza delle infrastrutture, nella tutela del territorio e nella protezione delle persone più vulnerabili.

“La transizione ecologica – conclude la segretaria generale dalla Uil Marche, Claudia Mazzucchelli – sarà davvero giusta solo se saprà ridurre le disuguaglianze e garantire a tutti pari opportunità di accesso ai servizi essenziali. Investire nel welfare, nella prevenzione e nella qualità dei servizi pubblici significa rendere le Marche più sicure e più capaci di affrontare le sfide del futuro. La tutela dell’ambiente e la tutela delle persone devono procedere insieme: non esiste sostenibilità senza giustizia sociale. La tutela dell’infanzia, la riduzione delle disuguaglianze e il rafforzamento del welfare territoriale devono diventare elementi centrali delle strategie regionali di adattamento ai cambiamenti climatici, affinché la transizione ecologica rappresenti un’opportunità di sviluppo sostenibile e inclusivo per tutto il territorio marchigiano”.

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