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CNA Marche, il credito per le piccole imprese resta troppo caro

Il presidente Paradisi: "La riduzione dei tassi rispetto ai picchi del 2023 è positiva, ma non sufficiente"

Maurizio Paradisi

Nelle Marche, come nel resto del Paese, artigiani e microimprese si trovano di fronte a una dinamica ormai nota: i costi crescono rapidamente, ma scendono con estrema lentezza. Sta accadendo con i carburanti e accade anche con il credito. Per le imprese marchigiane il denaro resta caro, soprattutto quando il finanziamento richiesto è di importo contenuto; proprio la tipologia più frequente per acquistare un macchinario, digitalizzare un processo, pagare fornitori o superare una fase di tensione finanziaria.

Secondo una elaborazione della CNA sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese al 31 dicembre 2025, emerge una distorsione evidente: a parità di finalità, il denaro costa molto di più a chi chiede poco. Un meccanismo che rischia di trasformare il credito da leva di crescita a fattore di selezione, penalizzando in particolare le imprese più piccole e radicate nei territori, come quelle marchigiane.

Il quadro nazionale e l’impatto sulle Marche

Per i finanziamenti destinati agli investimenti, il TAEG medio nazionale è del 3,96%, ma il costo varia sensibilmente in base all’importo:

• 3,58% per operazioni oltre 1 milione di euro

• 6,08% per finanziamenti fino a 50mila euro

• 5,50% per la fascia 50–125mila euro

Il divario territoriale aggrava ulteriormente la situazione: nel Sud e nelle Isole il TAEG medio arriva al 4,54%, mentre nel Nord-Est scende al 3,76%.

Le Marche si collocano in una fascia intermedia, ma con una criticità ben nota alle imprese del territorio: il piccolo credito continua a essere molto più oneroso rispetto ai finanziamenti di grande dimensione, con effetti diretti sulla capacità di investimento e sulla gestione della liquidità.

Moreno Bordoni, segretario CNA Marche, evidenzia che “oltre il 90% delle imprese marchigiane è di piccola dimensione. Per molte un finanziamento da 30, 40 o 50mila euro rappresenta la possibilità concreta di innovare, digitalizzare, assumere o semplicemente mantenere la continuità aziendale. Se il costo del credito resta così elevato proprio per queste fasce, il rischio è di frenare la competitività del sistema produttivo regionale”.

Maurizio Paradisi, presidente CNA Marche, sottolinea che “la riduzione dei tassi rispetto ai picchi del 2023 è positiva, ma non sufficiente. Il costo del denaro resta lontano dai livelli pre-stretta monetaria e continua a pesare soprattutto sulle imprese più piccole, che sono la spina dorsale dell’economia marchigiana”.

Ma Paradisi tiene anche a precisare: “E’ vero che i tassi permangono su livelli elevati ma è altrettanto vero che la Regione Marche, con l’intervento “Credito Futuro Marche”, ha favorito la riduzione dei tassi di interesse perché ha previsto un contributo in conto interessi più un contributo a costo della garanzia ponendo così la micro e piccola impresa come attore principale delle nuove misure. Misure importanti che vedono i Confidi (ed Uni.co. in particolare), al centro in grado di garantire tutti quegli gli strumenti che serviranno a favorire sia gli investimenti che la liquidità perché l’imprenditore, grazie a questo intervento, si sentirà più confortato nell’assumere debito avendo garantito un contributo in conto interessi e costo della garanzia.

In questo quadro CNA Marche ribadisce la necessità di: garanzie pubbliche più efficaci; piena valorizzazione dei Confidi: criteri di valutazione più attenti alla storia dell’impresa; procedure più semplici e tempi più rapidi.

Cna Marche
Pubblicato Lunedì 6 luglio, 2026 
alle ore 13:10
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