“Regione Marche dica se strutture territoriali sono operative o solo certificate sulla carta”
PNRR Missione 6 Salute, Mangialardi presenta interpellanza

È scaduto il 30 giugno scorso il termine ultimo per la realizzazione delle opere PNRR – Missione 6 Salute.
“Per questo ho presentato un’interpellanza alla Giunta regionale per chiedere un quadro puntuale e trasparente sullo stato reale di attuazione delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e delle Centrali Operative Territoriali nelle Marche”.
Così il consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, che torna sul tema della medicina territoriale finanziata dal PNRR, al centro di numerosi atti ispettivi e iniziative consiliari fin dal 2022.
“Da anni — spiega Mangialardi — chiediamo che la Missione 6 non venga trattata come un semplice piano edilizio, ma come la grande occasione per costruire una vera rete di sanità territoriale. Case della Comunità, Ospedali di Comunità e COT devono servire a prendere in carico i cittadini, alleggerire i Pronto Soccorso, garantire servizi di prossimità, personale, orari certi e integrazione con medici di medicina generale, specialisti, distretti e servizi sociali”.
Nell’interpellanza Mangialardi chiede alla Giunta di chiarire se, alla data del 30 giugno 2026, sia stato effettivamente raggiunto il target nazionale delle 1.038 Case della Comunità, più volte richiamato dall’Assessore come obiettivo di natura nazionale. “La Regione — sottolinea — ha sostenuto che, se il target nazionale viene raggiunto anche attraverso un meccanismo di overbooking, le risorse restano disponibili anche per le ulteriori strutture programmate. Bene: ora serve sapere qual è il dato nazionale ufficiale, quante strutture marchigiane sono state conteggiate e quali garanzie formali esistono sul mantenimento dei finanziamenti”.
Il punto centrale, secondo Mangialardi, è la distanza possibile tra certificazione formale e realtà concreta.
“Ci sono strutture oggettivamente in forte ritardo — aggiunge — penso per esempio, per ciò che riguarda la provincia di Ancona, alle strutture di Corinaldo, Chiaravalle, Filottrano. Chiediamo di distinguere con chiarezza tra cantieri conclusi, strutture formalmente attivate, servizi effettivamente operativi, personale assegnato e reale apertura ai cittadini. Una Casa della Comunità non può essere considerata tale solo perché esiste un edificio o perché è stata prodotta una certificazione amministrativa”.
L’interpellanza chiede inoltre di verificare se tutte le attestazioni, determine e certificazioni trasmesse ai fini del raggiungimento dei target PNRR corrispondano allo stato effettivo dei lavori, delle dotazioni tecnologiche e dei servizi realmente attivati.
“Non facciamo polemica preventiva — conclude Mangialardi — ma esercitiamo una funzione di controllo doverosa. Se la Regione ha garantito il rispetto degli obiettivi, deve ora fornire dati, atti e verifiche. Il rischio da evitare è che il 30 giugno diventi solo una scadenza contabile, mentre i cittadini continuano ad attendere una medicina territoriale davvero funzionante. La domanda è semplice: nelle Marche stiamo costruendo una rete sanitaria di prossimità o stiamo solo certificando contenitori non ancora pienamente operativi?”.


















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