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Da Mangialardi solidarietà e vicinanza alla consigliera regionale Micaela Vitri

"Non si tratta di semplici 'commenti sopra le righe', ma di violenza verbale sessista, inaccettabile"

Micaela Vitri e Maurizio Mangialardi

Esprimo la mia più totale e convinta solidarietà e vicinanza a Micaela Vitri, collega e amica, per le offese e le minacce gravissime ricevute sui social.

Non si tratta di semplici “commenti sopra le righe”, ma di violenza verbale sessista, inaccettabile, che colpisce una donna prima ancora che una rappresentante delle istituzioni.

Augurare lo stupro a una donna significa superare ogni limite di civiltà. È un atto di odio che non può essere minimizzato, relativizzato o archiviato come folklore dei social.

Siamo purtroppo abituati a vedere profili anonimi o falsi riversare frustrazione e cattiveria in rete. Ma il problema è più profondo e riguarda il clima che viene alimentato, purtroppo, anche da chi – sia egli parlamentare, consigliere, sindaco – ricopre un ruolo pubblico e che dovrebbe invece esercitare responsabilità, misura e rispetto.

Quando a indurre alla violenza, a legittimare l’odio o a sbeffeggiare deliberatamente sono amministratori pubblici che insultano, deridono e umiliano, dimenticando completamente il ruolo istituzionale ricoperto, allora non ci si può stupire se qualcuno si sente autorizzato a spingersi fino alla violenza verbale più brutale.

Se il confronto viene sostituito dallo scherno, dall’aggressione e dall’insulto; se la comunicazione istituzionale diventa deliberatamente ostile, come accade quando ci si richiama a modelli culturali improntati alla forza e alla sopraffazione, il risultato è sotto gli occhi di tutti.

La strategia di tirare fuori il peggio dai peggiori per inseguire consenso facile è ben nota. Ma quando si arriva ad augurare a una donna di essere stuprata, significa che è stata superata ogni soglia di rispetto, di decenza e di umanità.

Per questo mi aspetto dal Sindaco filottranese una presa di posizione chiara, netta e inequivocabile: una condanna durissima di quei commenti e una solidarietà pubblica e non ambigua verso la consigliera Vitri.

E sia chiaro: neppure eventuali scuse pubbliche sarebbero sufficienti di fronte a una violenza di questo livello, che difficilmente verranno pronunciate ma che, in ogni caso, non cancellerebbero la gravità dei fatti.

Difendere Micaela oggi significa difendere la dignità delle donne, il rispetto delle persone e la qualità della nostra democrazia.

Su questo non sono ammesse ambiguità.

Maurizio Mangialardi
Consigliere regionale PD Marche

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