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Marche, emergenza Covid-19: in arrivo i test rapidi in farmacia

test sierologici rapidi infatti potranno ricercare gli anticorpi anti SARS-Cov-2 nella popolazione che riterrà di sottoporsi al test“.

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Lo schema di accordo con la Federfarma Marche e la Confservizi Assofarm Marche per effettuare test diagnostici rapidi per la ricerca di anticorpi anti Sars-CoV-2 è stato raggiunto con la Regione Marche e il Servizio Sanità diretto dalla dott.ssa Di Furia. Lo comunica l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini “soddisfatto di un percorso avviato all’inizio della consiliatura che aumenta il livello di accertamento di diffusione del Covid 19“.

I test sierologici rapidi infatti – riferisce la Regione – potranno ricercare gli anticorpi anti SARS-Cov-2 (Immunoglobuline IgM e IgG) nella popolazione che riterrà di sottoporsi al test“.

In base all’accordo raggiunto “i cittadini che lo vorranno potranno eseguire presso farmacie il test in autosomministrazione”. “L’esecuzione del test – spiega l’ente – avverrà nel rigoroso rispetto delle misure di sicurezza (uso obbligatorio della mascherina chirurgica o Ffp2/Kn95, igienizzazione delle mani, controllo della temperatura corporea, distanziamento) e con prenotazione telefonica obbligatoria. I risultati sono poi trasmessi al Dipartimento di Prevenzione dell’Asur per valutare se sottoporre il cittadino al test molecolare. La Regione ha concordato il prezzo massimo consigliato di 19 euro a carico del cliente”.

La frequenza di episodi febbrili nella popolazione nel periodo autunnale e invernale – osserva la Regione – sarà presumibilmente elevata e in caso di sospetto diagnostico o di esposizione al rischio si potrà ricorrere al test direttamente nelle farmacie. Il test rapido eseguito su sangue capillare ricerca una pregressa esposizione al virus e ancorché non fornisca una risposta definitiva, – aggiunge – rappresenta un valido strumento per effettuare indagini sierologiche ed epidemiologiche su ampie parti della popolazione utili per il controllo della pandemia“.

Per gli “autotest di cui si è parlato nelle scorse settimane da parte del presidente del Veneto Luca Zaia, – precisa invece Saltamartini –ancora non c’è la validazione da parte del Ministero della Sanità e, pertanto, siamo in attesa di poter aggiungere questo strumento diagnostico, soprattutto per evitare la contaminazione familiare che continua a essere una delle prime cause della diffusione del virus“.

 

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