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Il PD chiede le dimissioni di Zaffiri da vicepresidente dell’assemblea delle Marche

Ma il leghista non intende dimettersi dopo le scuse ufficiali al prefetto di Roma Gabrielli

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Matteo Salvini e Sandro Zaffiri contestati a Senigallia

Invito il consigliere Zaffiri a dimettersi, in quanto non adeguato al ruolo di vicepresidente, che non è un incarico personale ma di tutta l’Assemblea”. Così il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, Gianluca Busilacchi a chiusura della sua relazione sulla mozione discussa e approvata martedì 21 luglio durante l’Assemblea legislativa.

La mozione, annunciata dallo stesso Busilacchi, contiene infatti la richiesta di dimissioni del vicepresidente del Consiglio regionale, Sandro Zaffiri, in relazione alla violenta esternazione verbale del consigliere leghista nei confronti del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, dopo gli episodi di tensione verificatisi venerdì a Roma per la gestione dei profughi tra manifestanti e forze dell’ordine.

“Oggetto della discussione – ha esordito Busilacchi nella sua relazione in Aula – non sono le modalità formali per arrivare alle dimissioni di Zaffiri, ma le frasi da lui pronunciate. Il suo comportamento ha esposto tutta l’Assemblea legislativa, non solo se stesso, al clamore della stampa nazionale. Quelle di Zaffiri – ha detto il capogruppo democrat – sono affermazioni molto gravi, non credo siano tollerabili. Oltre ad essere forti e violente, le sue frasi contengono anche minacce”.

Bene ha fatto il Gruppo PD a chiedere le dimissioni di Sandro Zaffiri da vicepresidente del Consiglio regionale. Rimango fermamente convinto – ha dichiarato Francesco Comi, segretario regionale PD Marche – che le dimissioni siano l’unica soluzione possibile di questa vicenda, connotata da una carica offensiva, violenta e volgare inaccettabile”.

“L’aula del consiglio della Regione Marche si è espressa in maniera forte a favore delle dimissioni di Zaffiri – ha dichiarato il Vice Presidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi – Parole, quelle dell’esponente della Lega inaccettabili, soprattutto se pronunciate da chi ricopre una carica istituzionale di così grande rilievo.
Un comportamento condannato e stigmatizzato dalla quasi unanimità dell’aula. Ho apprezzato le parole di stima e fiducia del M5S nei miei confronti: per quanto riguarda la mia carica sono a disposizione del gruppo consiliare del Pd e della maggioranza che mi ha eletto”.

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