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Autotrasporto ultima chiamata

Attività ferma per 5 giorni in caso di mancate risposte dall'incontro del 22 maggio

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Camion, TIR, trasporti

Autotrasporto ultima chiamata. Venerdì 22 maggio il Governo ha convocato le associazioni di categoria per scongiurare il Fermo dei Tir, proclamato da Unatras (il coordinamento unitario delle principali sigle del settore, a cui aderiscono Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Lega Coop, Fai e Confcooperative. I giorni a disposizione sono pochi. La serrata è stata fissata dal 25 al 29 maggio.


“Se dall’incontro che il Governo ha finalmente convocato per il 22 maggio” afferma il presidente Cna Fita Marche Luca Settimi “non arriveranno quei provvedimenti indispensabili per consentire la sopravvivenza delle nostre imprese, saremo costretti a fermarci per cinque giorni. I nostri camion resteranno nelle autorimesse. Non consegneremo le merci ai supermercati. I disagi saranno enormi per tutti, anche nelle Marche. Dal rischio scaffali vuoti per mancata consegna dei prodotti alle ripercussioni per le filiere produttive che dipendono fortemente dal trasporto delle merci su gomma. Abbiamo invitato i nostri iscritti – precisa Settimi – a protestare tenendo i mezzi fermi, evitando blocchi stradali o altre forme di protesta ma non possiamo garantire sul comportamento di singoli autotrasportatori non iscritti a Cna Fita o alle altre associazioni aderenti a Unatras. Per questo chiediamo la presenza e la collaborazione delle forze dell’ordine negli svincoli e nei punti critici della rete autostradale”

Le oltre tremila imprese marchigiane da mesi stanno operando in perdita, potendo trasferire solo una minima parte dei rincari sulla filiera logistica.

“Si tratta” sostiene Settimi “di spese per 1.100 euro in più al mese per ogni mezzo, creando problemi di liquidità che i pochi interventi adottati fino ad ora dal Governo hanno appena mitigato, come abbiamo denunciato da tempo”.

Cna Fita Marche ricorda che il 23 febbraio 2026, il prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione era di 1,70 euro al litro. Il prezzo medio di marzo è stato di 1,93 euro al litro (+13,85 per cento) e quello di aprile è salito a 2,10 euro al litro (+23,80 per cento).

Unatras chiede al Governo di stanziare subito 500 milioni di euro per compensare l’impennata dei prezzi, la riduzione da 60 a 10 giorni del silenzio assenso per fruire del credito di imposta sulle accise, la sospensione temporanea dei versamenti contributivi e previdenziali. Ma anche interventi per sostenere in modo strutturale il settore, a partire dal rafforzamento della clausola contrattuale di adeguamento della tariffa al costo del carburante, per evitare che ogni turbolenza del mercato dell’energia metta in ginocchio le imprese.

 

Andrea Pongetti
Pubblicato Giovedì 21 maggio, 2026 
alle ore 11:37
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