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“La destra affossa la ricostruzione post-sisma”

Nel mirino del Partito Democratico lo stop al superbonus edilizio per l'area del Cratere sisma.

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Chantal Bomprezzi

Appena il mese scorso, il Commissario per la ricostruzione post-sisma 2016 Guido Castelli (Ansa del 24/2/2024) plaudeva alla “sensibilità” del governo nei confronti delle comunità colpite dal terribile terremoto: “Una notizia importante che conferma l’impegno di Governo e Parlamento nel sostegno alla ricostruzione – diceva Castelli. L’ennesima dimostrazione della sensibilità della presidente Meloni che ha ritenuto, nella riforma del Superbonus, di mantenere la misura per il Cratere 2016“. Oggi quelle sviolinate risuonano come ironiche e beffarde.

Con la bozza di decreto che il Consiglio dei ministri ha varato martedì 26 marzo, si dichiara invece l’ennesimo stop alla ricostruzione. La filiera delle destre ha espresso, nero su bianco, la volontà di eliminazione dello sconto in fattura e della cessione del credito d’imposta rispetto al 110% di cui beneficiano gli immobili lesionati. In altre parole, la fine per la ricostruzione del sisma del 2016. Parliamo di 30 mila abitazioni che andranno perse, parliamo di famiglie che non rientreranno a casa propria e parliamo della fine di quei territori che hanno riportato enormi danni economici.

La Segretaria PD Marche Chantal Bomprezzi chiedo conto al Commissario del governo: “Il senatore Castelli deve spiegare se ancora sta lavorando in favore della ricostruzione e se era informato di questo atto. Così come il presidente Acquaroli deve dare un cenno e far capire ai marchigiani se c’è o meno l’intenzione di lavorare per la rinascita di tanti Comuni e cittadini del Cratere”.

Il Partito Democratico riscontra quindi un filo comune in tutta questa vicenda: “Tutti i presidenti di Regione coinvolti, Tesei (Umbria), Rocca (Lazio), Marsilio (Abruzzo) e il nostro, sono espressione della maggioranza di governo. La prova che la filiera di destra, non solo non funziona, ma è controproducente. Governo e Regioni non possono far pagare chi ha perso casa e non ha potuto accedere al bonus 110% negli anni precedenti, dopo aver promesso che questo non sarebbe mai accaduto” ribadisce la Segretaria.

Gli onorevoli PD Irene Manzi e Augusto Curti hanno presentato un’interrogazione al Ministro del Mef Giorgetti, per chiedere conferma di quanto accaduto, in quanto sarebbe l’ennesimo atto di sabotaggio nei confronti della ricostruzione da parte di questo governo: “Se il problema di Giorgetti sono i costi di questa residuale agevolazione, è lui che deve trovare un’altra soluzione; qui c’è in ballo la vita di territori e persone”.

“Dopo il recente taglio di 250 milioni sul PNRR e il pesante ridimensionamento della Zona Franca Urbana, si tratterebbe del definitivo colpo di scure che si abbatte sulle speranze dei terremotati. – dichiarano Curti e Manzi – Una misura che, di fatto, determinerebbe il definitivo blocco dei cantieri. Da parte nostra, ci faremo promotori di una serie di azioni così come di un’ampia e condivisa mobilitazione sui territori. Bisogna difendere le comunità terremotate”.

Mobilitazione condivisa anche dal Partito regionale, spinto anche dal successo riscontrato nel Forum Aree interne di qualche giorno fa ad Abbadia di Fiastra con l’ex commissario Giovanni Legnini tra i presenti: “Nel nostro evento – prosegue Bomprezzi – tra le mille proposte dei cittadini e degli esperti, è emerso anche che dal suo insediamento, Castelli non ha mai pubblicato i report mensili degli aggiornamenti sulla ricostruzione privata, come invece faceva puntualmente Legnini. A maggio ci sarà l’obbligo del report e i dati aggregati ricostruiti dagli USR delle 4 Regioni, ad oggi, parlano chiaro con due terzi delle domande in meno nel 2023/24 rispetto all’ultimo anno di Legnini, ricostruzione abitazioni bloccata e meno cantieri chiusi. Sembrerebbe quindi che governo e ministro pensino di chiudere definitivamente la questione, abbandonando queste terre al loro destino”.

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