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Nelle Marche meno aziende, più lavoratori: 85% a tempo indeterminato, il 70% full time

Dati 2022. Battisti, Presidente EBAM: "Erogati oltre 1,2 milioni". Marincioni, Direttrice: "Sistema artigiano tiene. Meccanica forte"

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Assemblea Ebam Marche, Ente Bilaterale Artigianato Marche

Numeri incoraggianti che evidenziano la tenuta del sistema dell’artigianato delle Marche e spazi occupazionali crescenti. Ecco la sintesi dei dati presentati dai vertici di Ebam Marche, Ente Bilaterale Artigianato Marche che evidenziano una ripresa complessiva del sistema artigiano regionale nel 2022 dopo gli effetti del ciclone della pandemia.

Alcuni settori restano trainanti come la meccanica, i servizi alla persona, la moda e l’alimentare a staccare risultati importanti.

Le imprese registrano un saldo negativo a dicembre 2022 rispetto a gennaio 2022 pari a -77 (da 10.613 a 10.536), mentre aumentano i lavoratori, + 482, che passano da 48.826 a 49.385.

Riguardo alle imprese nei settori economici aumenta dal 35% al 36% del 2021 il settore Metalmeccanico con 3.884 imprese e 18.963 lavoratori che si dimostra il più vivace mentre resta invariato al 16% quello dei Servizi con 1.775 imprese e 4.754 lavoratori, che precede il settore Moda con 1.387 imprese e 9.077 lavoratori, rappresentando il 13%. In difficoltà il settore della chimica al 2% con 253 aziende e 1.661 lavoratori.

Per quanto concerne la situazione territoriale nelle varie province, quella di Ancona accoglie il 26% delle imprese artigiane, precedendo Pesaro-Urbino con il 25%, Macerata al 22%, Fermo con il 15% ed Ascoli Piceno con il 12%.
Riguardo alla densità dei lavoratori nei vari settori, Ancona e Pesaro-Urbino raccolgono entrambe il 27% degli occupati, Macerata il 22%, Fermo il 15% e Ascoli Piceno il 9%.

La media degli addetti è pari a 4,7.

Riguardo alla composizione delle imprese per addetti, nella fascia da 1 a 5 dipendenti si concentra il 72,8% delle imprese, in quella da 6 a 15 il 22.3% ed in quelle con più di 15 dipendenti il 4.9%, con poche variazioni rispetto al 2021; da rilevare un aumento nella fascia da 6 a 15 dipendenti a scapito della fascia da 1 a 5; stabile la fascia con più di 15 dipendenti.

Diversa la composizione dei lavoratori: nella fascia tra 1 e 5 dipendenti si concentra il 34.4%, in quella tra 6 e 15 il 42,8% ed in quella con più di 15 dipendenti il 22.8%. Quindi nelle aziende da 6 dipendenti in su si concentra il 66% degli occupati.

Nel settore della Meccanica si concentra il maggior numero di lavoratori in ogni fascia dimensionale, mentre nel settore Moda e Legno si concentrano le aziende da 6 dipendenti in su, a conferma della presenza di imprese manifatturiere più strutturate; calano gli occupati nelle imprese da 1 a 5 dipendenti, nella Meccanica aumenta la fascia da 6 a 15 dipendenti.

Per quanto concerne le tipologie contrattuali, nell’Artigianato il 70,4% dei lavoratori ha un contratto full time (36.566 dei 51.956 impiegati). Ben 43.998 sono i contratti a tempo indeterminato mentre quelli a tempo determinato sono 7.958, pari al 15%, con un aumento dell’1% rispetto al 2021, mentre nel settore della Meccanica è addirittura all’81%, nella Moda il 76%, nell’Alimentare il 45% e nei servizi il 32%.

Riguardo alla composizione di genere: il 42% è femminile (22.053) ed il 58% maschile (29.903).

Analizzando l’occupazione nei settori: nella Moda si concentra il 25% dell’occupazione femminile, il 18% nei Servizi e il 17.7% nell’Alimentare. Nella Meccanica si concentra l’occupazione maschile per il 76% e, prevalentemente nella fascia 45-64 anni, per il 35%.
Aumentano le richieste per tutte le tipologie di prestazioni, 1000 richieste in più rispetto al 2021 per un totale di 2.734.
Riguardo a quelle per le imprese aumentano prevalentemente l’occupazione aggiuntiva (del 57%), la Formazione imprese e per la Sicurezza sul lavoro.

Riguardo alle persone (dipendenti, titolari, soci collaboratori), svettano quelle per il sussidio scolastico, l’assegno allo studio ed il contributo sanitario. Quest’anno sono stati previsti contributi per il caro bollette.

Complessivamente l’EBAM ha erogato prestazioni per 1.130.483 euro.

La provincia di Ancona ha il primato nelle richieste sia per le aziende (39%) che per le persone (27%). A seguire Pesaro Urbino con il 26% (aziende) e 24% (persone). Nota dolente per la provincia di Ascoli Piceno, con un 3% per le aziende ed un 6% per le persone.

Il Fondo integrativo, FIAM, risulta stabile per il numero delle imprese ed aumentano i contributi erogati rispetto al 2021 e che sono stati pari a 109.000 euro. La provincia di Pesaro Urbino ha richiesto contributi per il 41% del totale.

Nel 2022 sono 790 le imprese che hanno fatto richiesta dell’ammortizzatore sociale dell’assegno ordinario per 4.296 lavoratori. Il fabbisogno registrato è stato di 6.087.105 € con gli importi più elevati registrati nell’ultimo trimestre del 2022. Nelle Marche il settore che svetta è la Moda, con richieste per un valore di 2.692.000 euro, segue la Meccanica con 1.372.247 euro ed il Legno con 489.846 euro.

La provincia più interessata è stata quella di Fermo che raccoglie il 29% delle domande, Ancona con il 26%, Pesaro Urbino con il 22%, Macerata con il 17% e Ascoli Piceno con il 6%.

Lo sguardo prospettivo al 2023 lascia intravedere un calo sia per le imprese che per i lavoratori.

Riccardo Battisti, Presidente Ebam: “Cresce il ruolo di Ebam e la sua riconoscibilità sul territorio come confermano le richieste di sostegno e contributi rispetto agli anni precedenti. Grazie alla vivacità dei soci e alla grande unità di intenti la bilateralità ha dimostrato la sua efficacia a sostegno di un comparto artigiano regionale che ha saputo riorganizzarsi dopo la pandemia”.

Cinzia Marincioni, Direttrice Ebam:“I dati sono positivi e confermano che alcuni settori possono ancora fungere da traino per il sistema artigiano regionale che offre un’occupazione stabile e preferibilmente full time con maggiori spazi occupazionali e opportunità anche per le donne”.

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