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Covid-19: ecco la strada verso l’addio al Green Pass, fissato per il primo maggio

Il Consiglio dei Ministri ha approvato calendario di allentamenti a restrizioni. Certificato verde: dove ad aprile servirà e dove no

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Mario Draghi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il calendario di allentamento delle misure anti-Covid a partire dal primo aprile, dopo la fine dello stato di emergenza, fissata al 31 marzo 2022.

Le decisioni sull’uscita dalla fase di emergenza sono state esposte in una conferenza stampa in cui hanno preso la parola il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, e il ministro della Salute, Roberto Speranza.

A maggio finisce l’obbligo del possesso dell’esibizione di Green Pass: si è stabilito di mantenere l’obbligo di presentare per accedere ad alcuni ambienti il certificato verde (base o super a seconda dei luoghi) ancora fino al 30 aprile. Da maggio non sarà più necessario mostrarlo. Anche l’obbligo di mascherine, previste in tutti i luoghi al chiuso, resterà in vigore almeno per tutto aprile. Non è stato ancora deciso se da maggio si andrà verso un allentamento anche sul loro impiego.

Resta fino al 30 aprile l’obbligo di Green Pass Base (ottenibile anche con tampone negativo) su mezzi del trasporto pubblico, in mense, per accedere a concorsi e corsi, oltre che a colloqui con detenuti e internati. Stesso obbligo per il pubblico di eventi sportivi all’aperto.

Il Super Green Pass (da vaccinazione completa o guarigione) rimane obbligatorio, sempre fino al 30 aprile, per la ristorazione al chiuso e per strutture come piscine, palestre, centri benessere, sale da gioco, sale e locali da ballo, eventi come convegni, feste seguenti a cerimonie religiose e civili, spettacoli ed eventi sportivi che si svolgano al chiuso.

Dal primo aprile decadrà quindi l’obbligatorietà del possesso di ogni tipo di Green Pass per entrare negli uffici pubblici, nei negozi, nelle banche, negli uffici postali, dai tabaccai. Stesso discorso per la ristorazione all’aperto, che torna accessibile anche a chi è privo di Green Pass.

Sempre da inizio aprile decade l’obbligo di Super Green Pass sui luoghi di lavoro per gli over 50. A chi ha superato questa soglia d’età, per i quali l’obbligo resterebbe in vigore in base all’obbligo vaccinale previsto al momento fino al 15 giugno, sui luoghi di lavoro sarà richiesto solo il certificato base. Sono quindi superate le sospensioni dal posto di lavoro per chi non è vaccinato o guarito. L’obbligo vaccinale resta invece in vigore fino a fine 2022 per il personale sanitario e delle RSA.

Decade dal primo aprile anche ogni tipo di quarantena da contatto, con l’obbligo di isolamento che resterà in vigore solo per chi risulterà positivo a tampone, quindi contagiato dal Covid. Il riflesso forse più importante sarà sul mondo della scuola, con la Dad che si attiverà dunque solo per chi contrae l’infezione e non con i suoi compagni di classe.

Roberto SperanzaIl termine al 31 marzo dello stato di emergenza determinato dal Covid e in vigore dal 2020, ha come conseguenza anche la decadenza del CTS e della figura del commissario straordinario, ora ricoperto dal Gen. Figliuolo. Al loro posto arriverà una unità operativa che fino al 31 dicembre accompagnerà le competenze e la gestione della campagna vaccinale, che non è conclusa, verso un affidamento in maniera completa e ordinaria al Ministero della Salute.

Si supera anche il sistema “a colori” delle Regioni, che settimanalmente vedeva il ministro Speranza firmare ordinanze per il passaggio di un territorio da un colore all’altro, in base al quadro epidemiologico e sanitario rilevato nei giorni precedenti. Non si abbassa la guardia, però sul monitoraggio dell’andamento delle infezioni di Covid-19: l’evolversi di contagi e ospedalizzazioni resterà sotto stretto controllo da parte di Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute.

Per quanto riguarda, infine, la campagna vaccinale, che non è terminata e prosegue con le terze dosi non ancora somministrate e con le quarte dosi ai soggetti fragili, non è attualmente in calendario una quarta dose per tutta la popolazione. Si esaminerà l’eventualità, per i mesi a venire di una somministrazione alle fasce più anziane della popolazione e ci si riserva di prendere decisioni ulteriori, sia per i vaccini che per tutte le restrizioni che ora si allentano, in virtù dell’andamento futuro del quadro epidemiologico.

 

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