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“Traditi impegni su sostegno psicologico nelle scuole, cure palliative e salute mentale”

Mangialardi critico dopo l'approvazione del bilancio regionale di previsione 2022-2024 delle Marche

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Maurizio Mangialardi

“Di fronte a un bilancio di previsione senza visione, senza strategia e senza anima avremmo voluto dare un contributo che provasse a dare alcune concrete risposte ai problemi che attanagliano la società marchigiana: dalla sicurezza del e nel lavoro alle nuove povertà, dalla sanità alla scuola, dalla famiglia alla disabilità, dal turismo alla cultura.

Ci saremmo aspettati un dibattito sui contenuti con i colleghi della maggioranza, magari anche aspro, non certo il penoso spettacolo a cui siamo stati costretti ad assistere. Ma deve essere chiaro che la loro decisione di restare in aula fino alle 4 del mattino, bocciando ogni proposta delle opposizioni senza mai motivarne le ragioni, non ha umiliato le forze politiche di minoranza, ma l’Assemblea legislativa delle Marche, defraudata della sua funzione democratica”.

Così il capogruppo regionale del Partito Democratico commenta la lunga giornata conclusasi alle ore 4 del 30 dicembre con l’approvazione del bilancio regionale di previsione 2022-2024.

“L’aspetto più grave e inaccettabile – spiega Mangialardi – è che la destra non ha respinto solo gli emendamenti ‘di parte’, come avrebbe potuto essere anche legittimo, ma anche quelli riguardanti temi su cui nel corso degli ultimi mesi l’intero consiglio regionale aveva impegnato la giunta a individuare risorse con mozioni votate all’unanimità e che invece non sono state previste dal bilancio approvato. Temi peraltro di rilevante importanza sociale come il finanziamento del sostegno psicologico nelle scuole, delle cure palliative e degli interventi per la salute mentale.

Aver tradito gli impegni presi in aula, vanificando il faticoso e dispendioso lavoro svolto in decine e decine di sedute consiliari, certifica di fatto che i consiglieri di maggioranza, palesemente impreparati su ogni argomento e privati di ogni autonomia decisionale, sono stati ridotti a obbedienti marionette del presidente Acquaroli e della sua giunta”.

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