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Dalle Marche tanti i giocatori alle due rassegne nazionali di ruzzola e rulletto

A rappresentare la regione nelle due competizioni di Poppi e Città di Castello, le formazioni di Centocroci di Mondolfo

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Piccioli Federico

E’ entrata finalmente nel vivo la stagione sportiva dei “forzati” della ruzzola e del rulletto.

Quest’ultima specialità, a dispetto del nome diminutivo, che tanto piccolo poi non è in quanto a seconda della Federazione per cui si gioca, va da un peso minimo di 1.490 grammi (Uisp) oppure 1.500 grammi (Figest) fino ad un peso che per i più forzuti può superare i 1.700 grammi.

Notoriamente quella che noi chiamiamo ruzzola, viene declinata con piu’ nomi (nel senigalliese e vicino hinterland, oltre che nel pesarese, si chiama rota, per arrivare ad Arcevia (rotola) per sconfinare in Toscana, dove il suo nome è rulla. Viene da sè pensare che essendo nato più tardi della vecchia rulla, il rulletto sta a simboleggiare il figlio della rulla anche se l’attrezzo in legno pressato, pesa anche più del doppio della ruzzola e la tecnica del lancio è assai diversa.

Come per la ruzzola si può giocare sia a singolo che a squadre. In Italia queste 2 specialità, sono principalmente svolte nelle Regioni centrali ma il movimento si sta allargando anche in Emilia, in Lombardia, nel Lazio e persino in Calabria. Le 2 organizzazioni a cui gli atleti si possono affiliare, sono la Uisp e la Figest che è riconosciuta dal Coni.

I giocatori che hanno più tempo disponibile di altri, possono comunque giocare per entrambe la Associazioni. In questo articolo approfondiremo in particolare le gare della Uisp in quanto nelle settimane scorse si sono disputate due rassegne nazzionali: in Toscana (Poppi) ed in Umbria (Città di Castello), in particolare nel ridente paese in Provincia di Arezzo, si e’ svolta la rassegna nazionale a squadre, in quella in Provincia di Perugia la gara a singolo.

A Poppi si sono date battaglia 21 formazioni delle 2 categorie A e B. Nella mattinata lungo le strade di campagna, si sono svolte le 2 manches, ognuna di 8 tiri che hanno determinato le 4 finaliste per la serie A e 6 per la serie B. Le squadre in rappresentanza delle Marche, si sono ben comportate, piazzando 2 squadre nella finale della serie regina(Ostra e Castelplanio) ed una (Mondolfo)in quella della serie b.

Il centro sportivo di Poppi, tra la prima e la seconda fase ha organizzato alla perfezione la parte eno-gastronomica che ha rifocillato tutti gli oltre 100 partecipanti arrivati (oltre che dalla Toscana) da Umbria, Marche e Abruzzo.

Le finali che si sono svolte sempre agli 8 lanci ci hanno fatto sperare di portare a casa il titolo, ma la formazione locale capitanata da Rossi Silvano, all’ultima curva ha avuto la meglio sulle due formazioni marchigiane di Ostra, capitanata dall’inossidabile professor Enzo Pirani, da Leonello Chiappa, Gianluca Orlietti, Cristian Crostelli e Duccio Ceccacci e Castelplanio con Vincenzo Bramati, Nazzareno Bucciarelli, il bomber Alessandro Alessandroni, Andrea Stefanini e Gabriele Meloni che si sono piazzate ai posti d’onore.Alla formazione di Tanci Bruno di Perugia stavolta è toccata la cosiddetta medaglia di legno.

In serie B, le formazioni di casa, dopo le prime 2 manches sono sembrate essere poco “ospitali” facendola da padroni, in quanto su 12 squadre che hanno preso il via, 3 erano di Poppi e tutte si sono guadagnate la finale. A rappresentare le Marche, 2 formazioni di Centocroci di Mondolfo ed una di queste quella capitanata dall’esperto Lorenzo Pagnetti si è guadagnata la finale e sembrava in grado di portare il titolo a Pesaro in quanto è risultata prima in entrambe le manche. Ma il rulletto non sfugge alla regola della imprevedibilità e come tutti gli sport non si può dare niente di scontato.

Gli aretini che la mattina mangiano pane e volpe avevano teso qualche trappola che durante la finale hanno messo in pratica. Su un percorso che evidentemente loro conoscevano a memoria, non hanno sbagliato nemmeno un lancio mentre i nostri amici di Pesaro, purtroppo su uno degli otto non hanno fatto il massimo e si sono dovuti accontentare della medaglia di bronzo.

Al primo posto è risultata essere la formazione di Bigi Alessandro di Arezzo, medaglia di argento Foglia Pasquale di Teramo, il bronzo appunto la squadra di Pagnetti, con Campanelli Sauro, Angeloni Flaviano, Giombetti Giorgio e Donati Alessandro. Quarto Polcri Alvaro, di Perugia, poi Gallai Renato ed Acciai Alessandro entrambi di Arezzo.

Nemmeno il tempo di “freddare” lo spago che la domenica successiva ci si è ritrovati tutti o quasi al campionato singolo a Citta’ di Castello.

Presenti un centinaio di atleti che a partire dalla prima mattinata si sono dati battaglia senza esclusione di colpi in due manches combattutissime. Stesso copione della domenica precedente che ha visto gli atleti fare un sostanzioso pit stop, per rifornimento viveri e bevande per il rush finale. Nelle due finali del pomeriggio, la Provincia di Perugia fa il botto portando a casa entrambi i titoli.

Nella serie A, Bruno Tanci ha sbaragliato tutti ma al secondo posto si è classificato un sorprendente Bruno Perini di Serra De’ Conti che ha sbagliato un lancio. A seguire Ceccarelli Mauro di Arezzo, Crostelli Cristian di Ostra, Carletti Valter (PG), Brardi Luca (SI),Gambini Paolo (MC), Piccioli Federico di Mondolfo, Stefanini Andrea di Senigallia e Leonello Chiappa di Ripe Trecastelli. Insomma un sacco di marchigiani in finale ma che non hanno potuto contrastare l’espertissimo Tanci.

In serie B, addirittura doppietta perugina con Marachelli Eugenio primo e Fernando Mazzoni secondo, mentre il campione marchigiano di serie B 2021, Giordano Neri che aveva stupito tutti nelle qualificazioni arrivando primo, si è dovuto accontentare del terzo posto lamentando evidenti dolori intestinali.

Le malelingue parlano di un the’ al guttalax ma questo è solo fantarulletto! Le altre posizioni sono state occupate da Gianfranco Spapperi (PG), Angeloni Flaviano (PU), Bigi Alessandro (AR), Silvano Bartolini (PG) Didier Neri (An), Polcri Silvano (PG) e Papa Alberto (AN).

Anche in questa serie, vari giocatori marchigiani, ma il titolo va ai perugini. Una nota simpatica ma un segnale importante di uno sport che viene tramandato di padre in figlio, in questa finale hanno partecipato Giordano e Didier Neri di Ostra, rispettivamente padre e figlio.

Da Giancarlo Rossi

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