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Manifestazione Elica S.p.A: Rifondazione Comunista con i lavoratori marchigiani

"Una vertenza che si vince in piazza, una lotta che deve diventare generale"

Elica manifestazione

Una prova di orgoglio e una grande determinazione hanno caratterizzato la manifestazione a Fabriano dei metalmeccanici che martedì 11 maggio hanno scioperato a sostegno dei lavoratori dell’Elica contro la sciagurata ed infame decisione dell’azienda di delocalizzare le attività produttive in Polonia, dichiarando esuberi oltre quattrocento persone che hanno sempre garantito la produzione e determinato in gran parte il successo di quell’impresa.

Questa manifestazione ha però raccontato pure le difficoltà che le tante sconfitte subite dal mondo del lavoro in questi anni pongono davanti ad una lotta così difficile e dura. Distante la città, lontani i corpi sociali, come gli studenti e le associazioni, che tante volte hanno arricchito e dato forza a lotte come questa.

Assente anche la politica, quella vera, che dopo la fredda equidistanza del governo, si è oggi presentata in passerella , con gli assessori regionali, i capigruppo di maggioranza, l’opposizione imbrillantinata, ma priva di proposte, senza vergognarsi del nulla che in queste settimane ha prodotto a sostegno di questa vertenza.

Del resto c’era poco da aspettarsi da un personale politico come quello spesso abituato al signorsì di fronte ai “padroni del vapore” e convinto per anni della bontà della globalizzazione e del mercato. Semmai quella passerella è stata un’ occasione persa per costringerli alle loro responsabilità e per ricordargli questa manifesta subalternità.

La manifestazione di oggi ci dice però anche altro: quello di oggi non può essere che l’inizio, perché questa vertenza non può che essere una vertenza generale che ha bisogno di uno sciopero regionale di tutte le categorie, che ha bisogno di una proposta globale che impegni controllo e investimenti pubblici per fermare la delocalizzazione, per programmare una riconversione dei distretti in crisi come quello del fabrianese, che sostenga nuove forme di organizzazione del lavoro a che prevedano riduzione d’ orario e riqualificazione professionale.

La manifestazione di martedì 11 maggio ci insegna che sarà la piazza e la lotta, più che i tavoli concertativi a decidere di questa vertenza.

Da Rifondazione Comunista

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