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Visita del Papa a Camerino, Ceriscioli: “Una presenza straordinaria”

"Smuovere le coscienze e imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”

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Papa Francesco

Una domenica all’insegna della speranza, una presenza che deve smuovere le coscienze per imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”. È quanto ha detto il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, commentando, con la stampa, la visita del Santo Padre alle popolazioni terremotate di Camerino. “È una domenica all’insegna della speranza, perché, il Papa viene nuovamente nelle Marche: una presenza importante per una giornata significativa.

L’augurio è che il riflettore acceso da Sua Santità sulle nostre vicende aiuti tutti quanti a comprendere quanto ancora ci sia necessità di sostegno e spinta per dare una mano alla popolazione che attende una risposta concreta sul terremoto”.

Il presidente ha poi sottolineato come sia già raro avere il Papa, più raro averlo con questa frequenza che “trasmette tutta la sua vicinanza alle nostre comunità. Dopo l’attenzione ai giovani, sottolineata dalla recente visita di Loreto, ora volge il suo sguardo e la sua benedizione sulle popolazioni terremotate, che ha voluto ringraziare per la pazienza e il coraggio che testimoniano. Essere andato personalmente nelle Sae (Soluzioni abitative di emergenza) è stato un segno di grande vicinanza, per noi un fatto anche importante, in quanto ha acceso i riflettori nazionali sulla ricostruzione. È evidente che non sia possibile gestirla con gli strumenti, amministrativi e legislativi, ordinari. Abbiamo più volte cercato di far valere, a Roma, la voce dei cittadini che chiedevano semplificazione. Abbiam visto, invece, con l’ultimo passaggio del decreto sblocca cantieri, che non viene sbloccato proprio niente. Speriamo che la presenza del Papa smuova le coscienze per imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”.

Ceriscioli ha concluso che “tutte le volte che abbiamo chiesto straordinarietà, c’è stato detto che porta corruzione, ma straordinarietà porta semplicemente risposte più veloci. Bisogna aver coraggio, da parte del legislatore, di mettere mano a norme più semplici, per dare una speranza concreta alle persone terremotate”.

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