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“La chiusura del traforo del Gran Sasso danno enorme anche per le Marche”

Le preoccupazioni di Cna: "va evitata a tutti i costi"

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Roberto Grazioli

“Se chiude il traforo del Gran Sasso si avrà una perdita di almeno il 35 per cento del fatturato per 3.118 imprese di trasporto merci e 120 imprese di trasporto persone che esercitano la loro attività nelle Marche ed hanno rapporti di lavoro con Roma e con le regioni del Mezzogiorno”.

Lo afferma Roberto Grazioli presidente Cna Fita Marche.

Secondo la Cna Fita Marche,La chiusura del traforo autostradale del Gran Sasso è una ipotesi che va evitata a tutti i costi.

“Non si può interrompere il principale asse di collegamento tirreno-adriatico in Italia centrale. Lo stop” sostiene il responsabile Cna Fita Marche Riccardo Battisti “arrecherebbe danni incalcolabili all’economia e metterebbe in ginocchio aree già duramente colpite dal terremoto. E’ paradossale che, invece di accelerare la realizzazione di infrastrutture e di pensare a collegamenti più efficienti in tutta Italia, e soprattutto nelle aree interne, si marci al passo del gambero penalizzando la vivibilità e la competitività del nostro Paese.”

Eppure, secondo Cna Fita Marche, una soluzione a questi stop improvvisi la si poteva, la si può, trovare. Basterebbe applicare il Codice della strada, che fin dal 1992 prevede la costituzione di un Archivio nazionale delle strade. Uno strumento mirato a conoscere lo stato di ogni tratto viario, a programmarne la manutenzione, a garantirne la messa in sicurezza, a individuare percorsi alternativi consentendo alle imprese di contenere i costi.

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