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La senatrice Amati contro la decisione del Gup sui tifosi della Lazio

"Quel coro, 'Giallorosso ebreo', rappresentava un insulto"; ma per il Giudice non c'era "volontà denigratoria"

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Calcio, pallone

“Solo la settimana scorsa, il giorno 27 gennaio, tutti gli italiani hanno ricordato con dolore e attenzione, nel Giorno della memoria, il dramma della Shoah. E invece qualche giorno fa, a Roma, è accaduto un episodio spiacevole che ha destato molto sconcerto anche nella comunità ebraica romana, che ne ha chiesto ragioni”.

Lo afferma la senatrice del Pd Silvana Amati.

“Alcuni tifosi della Lazio, durante la partita Lazio-Catania del 2013, hanno intonato cori che dicevano: ‘Giallorosso ebreo’. E’ evidente – continua – che quelle non erano parole gentili ma volevano essere intese come un insulto. E’ molto strano e desta un certo stupore (credo che anche il Ministro della giustizia se ne stia occupando) che il gup di Roma qualche giorno fa abbia prosciolto le persone che hanno usato quelle parole, dicendo che non c’era volontà denigratoria e che si trattava di una questione di tifoseria. A me sembra molto grave – conclude Amati – perché in momenti delicati come quello che viviamo oggi, con razzismi non sopiti, non bisognerebbe consentire di usare terminologie come queste”.

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