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Dopo il terremoto, il freddo: chiesti interventi per gli allevamenti terremotati

La deputata delle Marche Beatrice Brignone scrive al commissario Errani: "Non si può attendere ancora"

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Un intervento dei Vigili del fuoco nelle zone terremotate ora nella morsa di freddo, gelo e neve

La deputata senigalliese di Possibile Beatrice Brignone ha scritto al commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Vasco Errani, chiedendo immediati e urgenti interventi nelle zone terremotate dal sisma di ottobre 2016 e ora nella morsa del freddo e del gelo.

In assenza di risposte del Governo alle mie interrogazioni e agli interventi in aula, l’ultimo in presenza del presidente del consiglio – precisa Brignone – ho deciso di scrivere al commissario Errani, invitandolo a visitare i paesi terremotati delle Marche e del Lazio dove da giorni la tempesta di neve ha isolato produttori e allevatori e dove i capi di bestiame stanno morendo di giorno in giorno per il grande gelo“.

Nei comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti dal terremoto, infatti, c’è un’elevata presenza di allevamenti: moltissimi gli agricoltori in gravi difficoltà dati gli animali che sono morti e che rischiano di morire per il grande freddo e le bufere di neve che imperversano da giorni.

La Legge 15 dicembre 2016, n. 229, prevede alcune delle misure importanti per il settore zootecnico ed agricolo: è necessario però accelerare l’arrivo delle stalle mobili e dei moduli abitativi per gli agricoltori, creando urgentemente le condizioni per offrire immediato sostegno mediante gli ulteriori interventi necessari a garantire la prosecuzione dell’attività.
Gli animali non conoscono la burocrazia e per poterli salvare è necessario fare in modo che gli aiuti arrivino al più presto. Gli agricoltori e allevatori che ho avuto modo di conoscere nelle zone terremotate della mia regione – continua Brignone – sono sconfortati e avvertono la sensazione di essere dimenticati dalle Istituzioni. Hanno necessità di ricoveri per i propri animali perché la maggior parte delle stalle sono distrutte o inagibili, ma nonostante tutto, con il coraggio che li contraddistingue, vivono in alloggi di fortuna, spesso roulotte, pur di restare vicino agli animali. Data la grave situazione in cui versano – conclude – questa parte di popolazione rischia di chiudere per sempre le proprie aziende se non si creano le condizioni per proteggerli e aiutarli garantendo loro vivibilità e operatività per accudire il bestiame e dare continuità alle attività produttive“.

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