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Imprenditori sempre più attivi e giovani: primi saldi positivi per le Marche

Viaggiano bene commercio, alloggio e ristorazione; ancora male artigianato, edilizia e agricoltura

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artigianato, artigiani, settore manifatturiero, crisi economica

Marche, riparte l’imprenditorialità, grazie soprattutto al traino dei settori commercio, alloggio e ristorazione. E sono sempre di più quelle strutturate, le società per azioni o le società a responsabilità limitata.

“Per il secondo trimestre consecutivo – annuncia il presidente di Unioncamere Marche Graziano Di Battista – le imprese in attività nella nostra regione sono aumentate. Tra luglio e settembre sono state 1.965 quelle che si sono iscritte nei registri delle Camere di Commercio mentre in 1.490 hanno cessato l’attività, con un saldo positivo di 475 aziende (in totale, oltre 174mila, NDR) e la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro. Purtroppo continua a subire gli effetti della crisi l’artigianato, che per il terzo trimestre consecutivo vede ridursi il numero delle imprese. Nel terzo trimestre del 2015 di fronte a 599 nuovi artigiani che si sono messi sul mercato, hanno gettato la spugna in 672, con la perdita di 73 aziende (dato attuale totale: 47.300, NDR). Sono proprio i più piccoli che faticano a intercettare l’aria di ripresa che cominci a soffiare sul sistema produttivo”.

Un dato incoraggiante per le prospettive del sistema produttivo marchigiano, secondo Unioncamere Marche, è dato dalla crescita sempre più consistente delle società di capitale. Si tratta soprattutto di imprese strutturate e innovative guidate da giovani. Fra luglio e settembre ne sono nate 484 contro 148 cessazioni per un saldo positivo di 336 aziende che ha portato il numero complessivo di spa ed srl a 37.883. Più modesta la crescita delle imprese individuali (+130) e di consorzi e cooperative (+35) mentre sono diminuite le società di persone (-26).

A trainare la crescita delle imprese marchigiane nel terzo trimestre dell’anno, sono stati i servizi di alloggio e ristorazione (+101) e il commercio (+93), grazie ad una stagione turistica molto positiva per la regione Marche. In aumento anche i servizi alla persona (+55) e alle imprese (+45), così come le attività immobiliari (+50), finanziarie (+34) e professionali (+16).
Non sembra invece finire mai il momento difficile dell’edilizia che vede sparire altre 54 imprese mentre anche in agricoltura torna a ridursi il numero delle imprese. Pressoché stabile il comparto manifatturiero (-4), con il risultato migliore per l’abbigliamento (+10) ed il peggiore per i prodotti metalliferi (-14).

Andando sul territorio, a crescere di più sono le imprese della provincia di Pesaro Urbino (+124), di Ancona (+122) e di Macerata (+112). Più modesta la crescita a Fermo (+62) e ad Ascoli Piceno (+55).

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