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Lingua dei segni negli eventi pubblici delle Marche, c’è il via libera

Approvata una proposta del consigliere regionale del Pd Micucci, volta a ridurre le barriere sensoriali

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Francesco Micucci

Facilitare l’accessibilità alle persone con disabilità non solo abbattendo le barriere architettoniche, ma anche quelle sensoriali e comunicative.

Dotare, quindi, gli eventi pubblici della Regione Marche, specie quelli di particolare rilevanza sociale o culturale, di servizi simultanei di traduzione in Lingua Italiana dei Segni (LIS) e di sottotitolazione. È la proposta avanzata dal consigliere regionale PD, Francesco Micucci e accolta dall’Assemblea legislativa delle Marche, quale emendamento alla mozione della Lega Nord relativa ai diritti delle persone disabili, approvata all’unanimità dei presenti nell’ultima seduta consiliare.

“La mozione di per sé è un atto importante – afferma Micucci perché mira a garantire l’accessibilità agli eventi organizzati o patrocinati dalla Regione Marche o ospitati in ambienti di proprietà pubblica regionale anche alle persone che hanno disabilità o limitazioni motorie. Ma abolire gli ostacoli fisici non è sufficiente. Serve un’accessibilità a tutto tondo, anche per chi ha difficoltà sensoriali: per questo ho tenuto ad inserire nella mozione che la Giunta regionale si impegni a rendere fruibili i propri eventi a tutti, rendendo prassi l’adozione di un sistema di interpretariato in LIS e la presenza di sottotitoli. Si tratta, peraltro, di un modello già sperimentato positivamente dall’amministrazione comunale di Civitanova Marche in occasione di festival ed iniziative pubbliche, di cui ho fatto parte e proprio dal quale ho tratto ispirazione per questa proposta”.

“La mozione, inoltre – spiega il consigliere – rivolge l’attenzione alle Province e ai Comuni per quanto riguarda l’obbligo normativo di adottare dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). Anche su questo punto ho voluto presentare un emendamento perché la Giunta regionale compia una sollecitazione verso di essi, perché quanti non lo abbiano già fatto adempiano in tempi brevi all’obbligo previsto dalla legge”.

“È chiaro – conclude Micucci – che si tratta di un problema non solo gestionale, ma culturale e sono particolarmente soddisfatto che un atto del genere abbia avuto via libera proprio nella settimana in cui cade la Giornata internazionale della disabilità (3 dicembre, ndr). Un altro passo importante, in linea con la sensibilità civica e la solidarietà politica che la Regione Marche ha sempre dimostrato di avere”.

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