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Cna allarmata per i rincari dei carburanti

Il conflitto scatenato da Trump e Netanyahu mette a rischio la stabilità della catena di approvvigionamento

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Il conflitto in Iran sta scatenando un’ondata di rincari dei carburanti, che mettono a rischio la tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto e la stabilità delle catene di approvvigionamento del Paese.


L’aumento dei prezzi alla pompa in appena quattro giorni si traduce, secondo le stime di CNA Fita, in un aggravio di oltre 2.400 l’anno per un mezzo pesante che percorre 100mila km annui.

Se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero continuare, si stima un ulteriore rincaro di 0,445 euro/litro (+25%) che significherebbe altri 13mila euro di spesa extra l’anno per ogni singolo automezzo.

Gli autotrasportatori locali esprimono uno stato di forte preoccupazione.

Oltre al possibile calo dei traffici merci, già segnalato dagli operatori della logistica del Porto dorico, e dovuto alla chiusura delle rotte verso l’oriente si aggiungono l’aumento difficilmente sostenibile dei costi operativi.

È evidente che sono in atto manovre speculative da parte delle compagnie petrolifere che beneficiano di scorte in giacenza, pagate al costo pre-conflitto, ma che si affrettano ad aumentare immediatamente il prezzo alla pompa.

Alcuni autotrasportatori nostri associati ci segnalano aumenti del gasolio di oltre 10 centesimi alla pompa nel giro di poche ore.

CNA FITA nazionale chiede con urgenza un credito d’imposta straordinario: un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse possono arrivare dall’extragettito IVA, che va immediatamente redistribuito per calmierare i prezzi alla pompa. Infine, non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro. Il peso della crisi energetica scatenata dal conflitto non può essere scaricato interamente sugli autotrasportatori.

Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali, il rimborso delle accise diventa sempre più vitale ma c’è un problema che si acuisce durante una crisi come quella in Iran: il rimborso viene chiesto trimestralmente e incassato mesi dopo. Se il prezzo sale di 20 centesimi, su 100mila km l’impresa deve “prestare” allo Stato circa 6mila euro in più all’anno per ogni camion, in attesa che il credito venga compensato. È per questo che CNA Fita richiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso.

Vogliamo specificare che per gli autotrasportatori “di prossimità” ovvero per coloro che fanno trasporti con mezzi inferiori a 75 quintali e che magari hanno investito recentemente in mezzi a minore impatto ambientale non è prevista alcuna forma di compensazione.

Cna Marche
Pubblicato Giovedì 5 marzo, 2026 
alle ore 10:08
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