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Sport di Pesaro e delle Marche in lutto per la scomparsa del grande pugile Luigi Minchillo

Epici i suoi confronti con i più grandi dell'epoca d'oro della boxe: Duran, MCCallum, Hearns, Leonard, Hope

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La boxe pesarese, marchigiana e nazionale è in lutto per la scomparsa a Pesaro di un grande campione di boxe, Luigi Minchillo.

Minchillo si è sentito male la notte scorsa nella sua casa di Pesaro, vani i soccorsi e il trasferimento all’ospedale San Salvatore, dove è deceduto per un aneurisma: aveva 68 anni.

Di origine foggiana, si era trasferito a Pesaro da decenni.

Campione europeo dei superwelter tra il 1981 e il 1982, ha combattuto da “guerriero dei ring” come era soprannominato contro i più grandi campioni dell’epoca d’oro del pugilato come Roberto “Mano di pietra” Duran, Thomas Hearns, Mike McCallum, Ray Sugar Leonard, perdendo due volte la sfida per il Mondiale, gareggiando per la Totip del manager Umberto Branchini.

Si era ritirato nel 1988 a 33 anni dopo aver fallito il tentativo di riconquista dell’Europeo contro un altro grande del decennio, il francese Rene Jacquot.

Nel 1982 Minchillo, con un incontro epico, pose fine alla carriera del britannico Maurice Hope, che aveva battuto gli altri italiani Vito Antuofermo e Rocky Mattioli, vincendo il titolo europeo.

A Pesaro, dove era conosciutissimo e stimato, aveva fatto il buttafuori e poi gestito una palestra, la Minchillo Boxe.

60 incontri da professionista, 55 vittorie di cui 31 per ko e soltanto 5 sconfitte.

In carriera da professionista aveva combattuto una ventina di volte a Pesaro, ma anche a Rimini, a Perugia, a San Siro (palasport), a Detroit e al Caesar Palace di Las Vegas.

Unanime il cordoglio in città, a partire dal sindaco Matteo Ricci.

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