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Emergenza alluvione e sicurezza fiumi esondati: “Commissione regionale speciale”

Mangialardi: "Il modello da seguire è quello del Contratto di fiume"

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Campi invasi dalla legna dopo l'alluvione del 15 settembre

“Auspichiamo che il consiglio regionale di martedì prossimo, dedicato all’alluvione che lo scorso 15 settembre ha drammaticamente colpito le Marche, sia un’occasione di confronto vero, ricco di contenuti e improntato a delineare una visione complessiva capace di dare risposte alle popolazioni alluvionate.

Come abbiamo detto nelle ore seguite alla tragedia, non è nostra intenzione polemizzare o andare alla ricerca di responsabilità, compito che spetta esclusivamente all’Autorità giudiziaria che si è immediatamente attivata. Ciò che a noi interessa davvero è capire insieme alla attuale maggioranza come dare anzitutto risposte immediate alle migliaia di persone gravemente danneggiate dalle esondazioni del Misa, del Nevola e del Metauro e come gestire in futuro questi fenomeni, purtroppo sempre più frequenti anche a causa dei cambiamenti climatici, in modo da ridurne il più possibile l’impatto sulle comunità. Per tale motivo l’11 ottobre porteremo in aula la richiesta di istituire una Commissione regionale speciale che, con il coinvolgimento dei Comuni, delle associazioni di categoria, dei sindacati, degli ordini professionali e delle organizzazioni ambientaliste, abbia questi due obiettivi”.

A dirlo è il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi.

Maurizio Mangialardi“Oggi – continua il capogruppo dem – l’emergenza vera riguarda le risposte da dare a chi ha perso tutto, ma dobbiamo guardare anche in prospettiva futura. Due alluvioni in otto anni richiedono da parte della Regione un’attenzione particolare nei confronti del bacino idrografico del Misa. Dopo il 2014 la Regione Marche è intervenuta attraverso il Consorzio di Bonifica eseguendo molti lavori di potenziamento degli argini, di pulizia del fiume e di riprofilatura degli alvei, investendo milioni di euro. Oggi, però, è necessario ripensare e riprogettare tutto, perché se l’evento di metà settembre è stato definito di portata “millenaria”, è anche vero che, temo, in futuro questi fenomeni potrebbero verificarsi a intervalli temporali molto più ridotti. Insieme alla realizzazione di una costante manutenzione ordinaria e straordinaria e a una incisiva semplificazione delle norme amministrative, occorre rivedere gli strumenti di programmazione negoziata per migliorare la gestione dei corsi d’acqua, funzione svolta fino al 2020 dal Contratto di Fiume, che aveva consentito l’adozione di un sistema di regole condivise e, soprattutto, un coordinamento più efficiente degli interventi pianificati a livello provinciale e regionale, con il contributo di Comuni e associazioni. Purtroppo, con le vittorie della destra a Senigallia e nelle Marche, quello strumento è stato accantonato troppo in fretta. Recuperarlo e ripartire dal lavoro svolto fino a quel momento potrebbe essere certamente utile”.

Maurizio Mangialardi
Capogruppo regionale del Partito Democratico – Assemblea Legislativa delle Marche

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