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“La sanità delle Marche ha smarrito la via”

"Irrimediabilmente?"

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Sanità, medicina, medici
La UIL FPL Marche prende atto con sconcerto e grande preoccupazione che, a tutt’oggi, nonostante i tanti proclami e gli impegni assunti con le parti sociali nei tavoli negoziali che si sono tenuti con la Regione Marche, l’ASUR e le Direzioni di Area Vasta, tante e molteplici sono ancora le criticità irrisolte che i lavoratori della sanità vivono sulla propria pelle.

Nei posti di lavoro infatti da tempo ormai si respira un po’ ovunque un clima di sfiducia e di abbandono che coinvolge tutti indistintamente a motivo principalmente del costante e progressivo depauperamento del servizio sanitario pubblico che l’attuale sistema sanitario regionale marchigiano ha messo in atto nel tempo a vantaggio di quello privato, che per contro però sembra sfuggire da ogni vincolo (basti pensare solo al mancato rinnovo dei Contratti) a danno dei suoi stessi dipendenti costretti a carichi di lavoro sempre maggiori.
Ma soprattutto, quello che più disaffeziona i nostri lavoratori della sanità pubblica e privata compreso il Terzo Settore delle Cooperative è nei fatti, a parte le solite vuote rassicurazioni elargite e piene mani soprattutto in particolari momenti come nell’emergenza Covid o in prossimità degli appuntamenti elettorali, la scarsa attenzione alle concrete e quotidiane istanze dei lavoratori puntualmente disattese o addirittura tradite.
Le criticità riguardano problematiche fin troppo note su cui, per esempio, i lavoratori della sanità pubblica in particolare aspettano una risposta concreta e coerente da troppo, tanto tempo. Una delle tante, la ultima in ordine cronologico, è la mancata definizione delle procedure per la stabilizzazione del personale sanitario del Comparto e della Dirigenza assunto con contratto a tempo determinato che, alla data del 31/12/2019, ha maturato i requisiti per essere inquadrato a Tempo Indeterminato. Una procedura iniziata come tante mesi or sono che stenta a concludersi. Una questione che certamente riguarda un numero relativamente ristretto di persone ma che ci porta a pensare alle tante altre problematiche che invece riguardano tutti i lavoratori indistintamente e che attengono più in generale alla gestione e alla politiche del personale messe in atto e che da troppo tempo sono ancora aperte sul tavolo. Esse, come è ovvio, hanno ricadute negative sia sulla qualità dei servizi erogati agli utenti, sia sul benessere organizzativo del personale ma soprattutto sul potere di acquisto dei salari del personale dipendente spesso costretto a lavorare in presenza di organici sottodimensionati o in condizioni di scarsa sicurezza!
Come non ricordare al riguardo il lento rinnovo di tutti i tempi determinati a cui si aggiunge adesso in particolare la preoccupazione per l’incerto futuro di tutti coloro che sono stati assunti per l’emergenza Covid 19 e che meriterebbero di essere mantenuti in servizio, o le tardive procedure di reclutamento del personale rispetto al reale fabbisogno che sono purtroppo una costante in questa nostra Regione dove anche la recente revisione dei tetti di spesa del personale che, secondo taluni, dovrebbe dare il via a nuove future assunzioni, abbiamo timore che si trasformi nella solita promessa che rimanda ancora una volta la soluzione al problema della copertura del turn over.
Di sicuro, per come sono andate le cose e al punto in cui siamo, essa non porrà alcun freno alla fuga, iniziata già da tempo, di molti professionisti (principalmente infermieri e OSS ancora assunti a Tempo determinato) verso quelle Regioni limitrofe che meglio hanno mantenuto fede agli impegni di assunzione!
Alla continua pletora e carenza cronica di personale si aggiunga anche la mancata attuazione, in quasi tutte le Aree Vaste, dei percorsi di carriera come le progressioni economiche orizzontali (PEO) anno 2019, che riguardano il personale di ogni profilo e di ogni ruolo o le progressioni verticali che invece riguardano alcune particolari categorie di personale che pure , assieme a quelle del ruolo sanitario, rivestono funzioni strategiche all’interno delle nostre Unità Operative e sono principalmente Amministrativi, Operatori tecnici – autisti di ambulanza e O.S.S.. Seppur previsti come percorsi da privilegiare dal Contratto, quali strumenti stabili di progressione economica e di carriera, ad oggi si fa ancora fatica ad attuarli in maniera corretta e puntuale nonostante ci siano tutti gli spazi per farlo.
Ben più grave è quello che purtroppo si registra proprio sul fronte squisitamente del trattamento economico del personale dove sicuramente la prima cosa che balza agli occhi è la ingiusta e marcata discrepanza di trattamento fra il personale del pubblico e quello del privato. Ma non solo.
E ci riferiamo di sicuro all’ultimo balzello delle indennità e premialità Covid di cui ci si è voluti tanto far vanto e della misera ricaduta nelle tasche dei nostri “eroi” che, grazie alla esiguità delle risorse messe a disposizione dalla Regione Marche, non solo hanno avuto meno di quanto promesso ma anche , a parità di impegno e di dedizione, sono stati trattati con due pesi e due misure tra un’Area Vasta e l’altra di quella stessa Azienda Unica Regionale (ASUR) che ancora una volta ha fallito uno dei suoi principali obiettivi, quello di omogeneizzare le risorse disponibili e i trattamenti del personale non senza però aver accuratamente lasciato qualche piccola sacca di privilegio per pochi fortunati . Il tutto incurante dei Contratti e dei Regolamenti.
Un esempio per tutte le indennità di disagio, pericolo e danno che ancora vendono penalizzati tutti dipendenti della Regione Marche rispetto a quelli di altre Regioni dove, a differenza della nostra, hanno voluto e saputo trovare la soluzione più favorevole per gratificare il proprio personale e in particolare chi ogni giorno più di altri rischia.
Nella nostra realtà locale invece, proprio là dove a parole si dice di voler applicare quanto previsto dal Contrato di lavoro (che è uguale per tutti) , c’è chi beneficia di trattamenti accessori che ad altri, seppur nella stessa condizione, vengono emblematicamente negati.
Un po’ quello che succede anche sul fronte della mobilità interna alle Aree Vaste o tra le Aree Vaste
stesse: c’è chi viene spostato sistematicamente a proprio piacimento e c’è invece chi, anche se è in posizione
utile nelle graduatorie, deve solo aver pazienza ed aspettare il suo turno che però per un motivo e per l’altro
non arriva mai!
Pertanto La UIL FPL Marche, oltre ad evidenziare queste criticità affinché la Regione Marche e l’ASUR
in particolare non le dimentichi , auspica che ci sia finalmente un cambio di passo, una inversione
della tendenza che ponga fine a tanta iniquità e, attraverso un confronto serio e sincero con tutte le
parti sociali, si rimettano al centro i lavoratori e i servizi da erogare in un’ottica di rafforzamento del
Sistema Sanitario Pubblico a garanzia di TUTTI i cittadini e di TUTTO il territorio marchigiano.
Da
Uil FPL Marche
p. Le Segreterie territoriali di Ancona – Ascoli e Fermo – Pesaro Urbino- Macerata
e la Segreteria Regionale
IL SEGRETARIO GENERALE
(Paolo Possanzini)
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