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Contraffazione agroalimentare, anche le Marche tra le vittime

Prodotti esteri spacciati per denominazioni di qualità garantita, i dati Coldiretti

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bicchiere di vino

Le piattaforme di compravendita online come ultima frontiera della pirateria agroalimentare.

E la nostra regione non viene certo risparmiata da prodotti esteri spacciati per denominazioni di qualità garantita.

Lo rende noto Coldiretti Marche alla lettura del report 2019 dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari che oltre a lavorare attentamente sulle aziende agricole sul territorio nazionale, ha effettuato oltre 3mila interventi fuori dei confini nazionali e sul web negli ultimi 4 anni.

Tra il 2015 e il il 2019 sono stati segnalati 27 casi di contraffazione di Salamini Italiani alla Cacciatora, dop che nasce anche dagli allevamenti marchigiani.

Tra i casi riscontrati anche i wine kit (283 casi negli ultimi 4 anni) che vedono triste protagonista anche il Verdicchio dei Castelli di Jesi, scoperto in Canada dove il nome del principale vino regionale viene associato a una bevanda che si può produrre in casa con un preparato solubile in acqua.

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