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Alluvione Marche: la Regione fa il resoconto a tre mesi dagli eventi calamitosi

Oltre 200 cantieri avviati in 20 comuni: bacini fluviali del Cesano, del Metauro, del Misa e dell'Esino interessati dagli interventi

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Allagamenti a Senigallia dopo alluvione 15 settembre 2022

Stanziati 400 milioni dal Governo. Avviati 200 cantieri per i primi interventi di messa in sicurezza. Il primo piano da 5 milioni in fase di rendicontazione da parte dei Comuni. Elaborati i piani di intervento urgente per altri 86 milioni. Verificate oltre 3.000 schede di intervento. La sinergia con Anas prevede opere per circa 160 milioni. Il contributo del Genio Civile della Regione.


La Regione Marche, a tre mesi della terribile alluvione che ha colpito le valli del Misa e del Nevola coinvolgendo diversi comuni delle province di Ancona, Pesaro e Urbino e Macerata, ha compiuto un lavoro impegnativo, complesso, difficile ma dai tratti concreti e misurabili, sostanziato dall’importante stanziamento del Governo nazionale che ha destinato l’ingente somma di 400 milioni di euro per affrontare le conseguenze della calamità.

Sin da subito le strutture regionali e territoriali si sono messe a lavoro per attivare la complessa macchina organizzativa. In questi tre mesi sono stati avviati oltre 200 cantieri per i primi interventi di messa in sicurezza del territorio, messi in campo da Comuni, Protezione Civile Regionale, Genio Civile, Anas e Province.

La Regione ha predisposto e approvato piani per i primi interventi da 5 milioni previsti nell’ordinanza 922 della Protezione Civile Nazionale, già in corso di pagamento ai soggetti attuatori che ne hanno fatto richiesta. A tal proposito, sono stati pubblicati i primi decreti da parte del vicecommissario Stefano Babini.

“L’evento distruttivo che ha colpito la nostra regione lo scorso settembre – ha affermato il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli – ha i contorni di una enorme calamità naturale, per le tragiche perdite che rappresentano il più grande dolore, per la vastità del territorio colpito e soprattutto per i danni enormi che sono conseguiti. Il Governo ha compreso la vastità di quello che è accaduto stanziando 400 milioni di euro, una somma ingentissima che ci permetterà di dare ai territori quelle risposte celeri e concrete di cui necessitano per ripartire, a cominciare dalle somme urgenze per gli interventi realizzati dai Comuni, le opere necessarie a garantire il ripristino e il miglioramento della sicurezza e la progettazione degli interventi per la mitigazione del rischio e l’adeguamento dei sistemi di allertamento per la popolazione”.

La Regione sta provvedendo a trasferire le risorse necessarie al pagamento dei contributi di autonoma sistemazione per le famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni a causa delle ordinanze di sgombero emesse dai sindaci. Nelle prossime settimane saranno definiti gli ulteriori fabbisogni necessari al ripristino delle condizioni di sicurezza. Oltre a ciò, la struttura sta elaborando, in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale, un progetto studio di messa in sicurezza e monitoraggio dell’intera asta fluviale, con l’obiettivo di eliminare e/o ridurre al massimo il ripetersi di eventi catastrofici.

“Sono state verificate oltre 3.000 schede di interventi presentati dai soggetti attuatori e redatti tre piani per un totale di altri 86 milioni – ha spiegato il vicecommissario Stefano BabiniSi tratta di interventi di somma urgenza e ripristino delle condizioni di minima sicurezza per le popolazioni interessate all’evento. Inoltre, abbiamo elaborato i piani di ulteriori fabbisogni riferiti alle prime misure di sostegno ai privati e alle attività produttive, come previsto dall’ordinanza di Protezione Civile, utili a ristorare attività e cittadini non appena le somme stanziate dal Governo saranno trasferite alla contabilità speciale. Si tratta di 200 milioni già approvati a valere sul bilancio 2022 e altri 200 milioni per il 2023/24″.

Alcuni interventi, come il ponte provvisorio di Cantiano, sono già stati eseguiti dall’Anas grazie all’input della Regione che ne ha autorizzato la realizzazione immediata. Con la stessa Anas sono previste opere per oltre 160 milioni di euro, individuando, in accordo con i Comuni, quelle a cui dare precedenza.

La struttura del vicecommissario Babini sta visitando quotidianamente Comuni e altri soggetti attuatori, tra cui, oltre agli stessi Comuni, Province, Protezione Civile Regionale, ATO rifiuti, AATO fogne e acquedotti. Vi è un costante confronto costruttivo, poi, con il Consorzio Bonifica Marche, per la manutenzione d’emergenza dei corsi d’acqua minori.

“Un importante contributo è stato fornito dal Genio Civile della Regione – ha aggiunto l’assessore alla Protezione Civile, Stefano Aguzzi – che ha attivato 67 cantieri con la procedura di somma urgenza, 40 dei quali sono già stati ultimati, per un totale di circa 5,6 milioni di euro. Subito dopo quei tragici eventi infatti, i dipendenti del Settore Genio Civile Marche si sono immediatamente organizzati in 4 squadre per poter effettuare i sopralluoghi necessari e decidere come intervenire. In generale le attività nei corsi d’acqua hanno riguardato la rimozione dei materiali di diverso genere che ne ostruivano il corretto deflusso, così pure all’altezza dei principali ponti; inoltre grande attenzione è stata posta nel ripristino degli argini soprattutto dei fiumi Misa e Nevola, previo il taglio di piante pericolose o pericolanti. Un grande lavoro quello del nostro Genio Civile, veloce ed efficiente, che è giusto riconoscere e mettere in evidenza”.

I cantieri attivati dal Genio Civile hanno interessato complessivamente 20 Comuni, di cui 13 in provincia di Ancona per € 4.000.000 circa (Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Castelplanio, Corinaldo, Genga, Maiolati Spontini, Ostra, Ostra Vetere, Sassoferrato, Senigallia, Serra de’ Conti, Trecastelli) e 7 in provincia di Pesaro e Urbino per € 1.600.000 circa (Acqualagna, Cagli, Cantiano, Frontone, Pergola, San Lorenzo in Campo, Serra Sant’Abbondio). I bacini fluviali interessati dagli interventi sono quelli del Cesano, del Metauro, del Misa e dell’Esino. In generale le attività nei corsi d’acqua hanno riguardato la rimozione dei materiali di diverso genere che ne ostruivano il corretto deflusso, così pure all’altezza dei principali ponti. Grande attenzione è stata posta al ripristino degli argini soprattutto dei fiumi Misa e Nevola, previo il taglio di piante pericolose e/o pericolanti.

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