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Presentazione ufficiale per il nuovo Bike Park del Montefeltro

L'assessore regionale Baldelli: "Questi luoghi incantevoli erano stati abbandonati da decenni di politiche miopi"

Bike Park Montefeltro

“Mettiamo a terra risorse importanti per realizzare infrastrutture innovative al servizio delle comunità dei territori interni della provincia di Pesaro e Urbino, dando forma concreta a idee e progetti che spesso restano solo sulla carta o, peggio, vengono sostituiti con semplici suggestioni che non incidono alla base sull’annoso problema dello spopolamento. Lo facciamo attraverso un gioco di squadra che coinvolge tutta la filiera istituzionale, convinti che le infrastrutture siano la precondizione dello sviluppo e la chiave per rilanciare la splendida galassia di piccoli comuni ricchi di bellezze naturalistiche, culturali e artistiche a volte sconosciute anche a molti marchigiani”.

È il commento dell’assessore alle Infrastrutture Francesco Baldelli in occasione della presentazione del Bike Park del Montefeltro, evento a cui hanno partecipato i sindaci di Carpegna e Frontino, Mirco Ruggeri e Andrea Spagna, quest’ultimo anche presidente Unione Montana Montefeltro, Guido Salucci vice presidente dell’Ente Parco Sasso Simone e Simoncello, i tecnici regionali e l’Ing. Federico Vandi.

Nell’incontro è stata presentata un’infrastruttura considerata un “Eden dagli appassionati delle due ruote”, famiglie e giovanissimi, che troveranno percorsi attrezzati tra sentieri e paesaggi mozzafiato da vivere tutto l’anno, nel segno della migliore strategia legata alla destagionalizzazione dell’offerta turistica e del divertimento.

“Questi luoghi incantevoli – ha proseguito l’assessore Baldelli – erano stati abbandonati da decenni di politiche miopi, che hanno provocato ferite che ancora sanguinano, come la perdita di nove piccoli comuni che hanno deciso di emigrare in Romagna. Negli ultimi decenni, pochi gli investimenti di ampio respiro, politiche dal fiato corto attente solo alla spesa corrente, interventi spot che hanno funzionato solo come surrogati di sviluppo, spogliando intere comunità di servizi essenziali per cittadini e imprese e generando impoverimento e spopolamento soprattutto di giovani”.

Sostenibilità, intermodalità, interconnessione e sicurezza, sono i principi cardine della visione infrastrutturale della Regione Marche, che conferma la sua vocazione a investire sulla mobilità ciclistica a tutto tondo, sia per rispondere alle nuove tendenze del turismo, sia per incentivare mezzi alternativi all’utilizzo quotidiano dell’auto. Basti pensare – se ci riferiamo alla sola provincia di Pesaro e Urbino – ai 10 milioni di euro investiti sulle Ciclovie del Foglia e del Metauro, oltre ai 27,5 milioni destinati alla realizzazione dei 67 chilometri della Ciclovia Adriatica, di cui la Regione Marche è capofila a livello nazionale. Un percorso unico in Europa per gli appassionati delle due ruote, che parte da Chioggia e raggiunge la Puglia.

Il Bike Park del Montefeltro, un’opera su cui la Regione Marche ha investito 1,2 milioni di euro, rientra nella visione di rete per una modalità intermodale e sostenibile, venendo incontro alle tendenze di un settore, quello del cicloturismo, che in Europa vale 44 miliardi di euro, mentre la quota italiana si attesta intorno ai 2 miliardi, cifra destinata a crescere in maniera esponenziale nei prossimi anni.

Nei territori di Carpegna, cuore pulsante del Bike Park, Frontino, Piandimeleto e Belforte all’Isauro, saranno realizzati percorsi per tutti i gusti, secondo gli standard di certificazione IMBA (International Mountain Bike Association). 8,4 chilometri di tracciato complessivo, 5 trail per praticare varie discipline – all mountain, enduro, cross country – un pumptrack situato a Carpegna, percorso pianeggiante con dossi, compressioni e paraboliche per migliorare le doti di guida e avviare i giovani alla passione del bike, con possibilità di usufruire anche di servizi dedicati, impianti di risalita e bus navetta per gli spostamenti.

“Un vero progetto di filiera – aggiunge l’assessore Baldelli – la cui gestione dovrà prendere la forma di consorzio tra i quattro comuni coinvolti, utile a valorizzare quest’opera nata sotto ‘il cielo del Pirata’, come si legge in un tornante che ricorda le gesta di Pantani. È questa la politica di rilancio più efficace per l’entroterra, agli antipodi degli interventi spot di una strategia delle aree interne che proprio in questi mesi lo stesso Governo nazionale ha deciso di rivedere nei suoi principi fondamentali, prendendo atto dei limiti riscontrati per arginare il serio problema dello spopolamento”.

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