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Marche, cambia sistema produttivo. Nel 2019 meno imprese ma più servizi e società capitali

Studio CNA: perse 1.935 imprese attive (l'1,3% in meno). Il conto più pesante lo hanno pagato di nuovo le imprese del commercio

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Ufficio, business, affari, aziende, imprese

Marche, il sistema produttivo si evolve. Sempre meno imprese ma crescono quelle dei servizi più avanzati e quelle con le forme giuridiche più evolute. L’economia delle Marche ha perso nel 2019 quasi duemila imprese attive.

La perdita di imprese è ancora più intensa per le attività manifatturiere dove la diminuzione tocca l’1,6% in meno e per la componente dell’artigianato dove la diminuzione raggiunge l’1,8 per cento pari a 791 imprese..

La regione perde imprese soprattutto nel commercio e nel primario (-2,6%) mentre registra una crescita del tessuto di imprese in quasi tutti i settori dei servizi, specie in quelli delle Attività professionali e di consulenza (+2,4%), dei Servizi di supporto alle imprese (+4,1%), nelle Attività artistiche e sportive (+2,0%) e nella Sanità e altri servizi sociali (+3,5%).

“Prosegue, dunque” sostiene Cna Marche “il processo di riallineamento della struttura economica della regione rispetto alle economie più evolute del Paese, con il calo delle imprese attive in agricoltura, manifatture e costruzioni e la crescita numerica non per tutti i servizi (il commercio perde oltre 900 imprese), bensì per quelli più avanzati, a più alto contenuto di conoscenza.”

Secondo le elaborazioni condotte dal centro studi CNA Marche sulla base dei dati Unioncamere – Movimprese, anche tra le manifatture si riscontrano andamenti opposti tra settori di attività: mentre calano le imprese delle produzioni alimentari, del sistema arredamento e moda, della meccanica, cresce invece il numero delle imprese delle produzioni in gomma e materie plastiche, della chimica e dell’elettronica, ma soprattutto delle riparazioni manutenzioni e installazioni di macchine e impianti (+4,0%)

Nelle Marche tutti i territori provinciali perdono imprese, senza eccezione ma con ritmi diversi: si va dal -0,8% della provincia di Macerata al -1,7% della provincia di Ancona.

Le maggiori perdite si sono avute tra le imprese individuali con oltre 2mila imprese di scarto tra iscritte e cessate, ma sono calate fortemente anche le società di persone mentre sono cresciute di numero le società di capitali, segnalando come il tessuto delle imprese marchigiano si stia evolvendo non solo nella composizione per settore ma anche nella forma giuridica e negli aspetti organizzativi.

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