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L’export marchigiano cresce grazie alla nautica

I dati di Cna che però mette in guardia: "numeri complessivi che non devono illudere"

Il porto di Fano in secca: barche appoggiate sul fondale. Foto tratta da Facebook

La nautica fa volare l’export marchigiano. Nel primo trimestre 2019, secondo il Centro Studi Cna Marche, che ha elaborato i dati Istat, le esportazioni dei mezzi di trasporto (ma sono le barche a prendere la via dell’estero) passano da 39 a 246 milioni di euro.

Complessivamente le esportazioni delle Marche crescono nel primo trimestre al ritmo del 5,8 per cento rispetto ad un aumento in Italia del 2 per cento. Meglio delle imprese marchigiane solo quelle del Molise (+59,1 per cento), del Lazio (+21 per cento), della Toscana (+16,1), della Puglia (+9,7) e della Campania (+6,5). Export in caduta libera in Basilicata, Calabria e nelle isole. Male anche in Friuli, Piemonte, Lombardia e Veneto.

Oltre alla nautica, da registrare la crescita delle esportazioni dei prodotti in legno e della carta (+10,4 per cento ), dei prodotti alimentari (+12,2), dei prodotti in metallo (+3,6).

Stabile la meccanica (+0,5) mentre crolla l’export dei prodotti petroliferi (-31,2), computer e apparecchi elettronici (-21,9 per cento) ed anche dei prodotti della moda (-5,5).

La crescita delle esportazioni nei primi tre mesi dell’anno, secondo la Cna Marche, “non deve illuderci, perché togliendo il dato dei mezzi di trasporto e in particolare della nautica saremmo in territorio negativo e soprattutto perché sono ancora al palo i nostri settori manifatturieri tradizionali come la meccanica, la moda e il mobile”.

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