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230 tirocini negli uffici giudiziari delle Marche

Sono distribuiti in tutte le province, domande ancora aperte

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La Procura della Repubblica di Ancona

Duecentotrenta tirocini, da realizzarsi tra il 2018 e il 2020 presso le Cancellerie e le Segreterie degli Uffici giudiziari marchigiani, aperti ai giovani laureati degli atenei della regione grazie a una convenzione tra la Corte di Appello di Ancona, la Procura Generale della Repubblica, il TAR Marche e le quattro Università.

E’ una grande opportunità, ha detto nei giorni scorsi nella conferenza stampa di presentazione il Presidente della Regione, per intraprendere una strada che può orientare al lavoro della vita, unendo un momento di alta formazione alla possibilità concreta di contribuire al funzionamento di un settore, come quello delle cancellerie, che necessita di personale e di professionalità competenti e preparate. Un esempio, secondo il Procuratore generale della Repubblica Sergio Sottani, di buon utilizzo dei fondi europei, che garantisce ricambio e nuove energie nel sistema. Una felice intuizione della Regione, ha sottolineato il Presidente della Corte d’Appello Luigi Catelli, che permette l’inserimento di nuove leve nel settore giuridico, supportando allo stesso tempo il servizio della giustizia sul territorio.

La convenzione disciplina i rapporti tra i diversi partner coinvolti e l’avviso pubblico prevede uno stanziamento totale di 748.650 euro afferenti al Fondo sociale europeo (Fse) POR Marche 2014/2020.

L’avviso è ancora aperto e può essere scaricato all’indirizzo http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Lavoro-e-Formazione-Professionale/Bandi-di-finanziamento/id_9081/1286 . Possono dunque ancora presentare domanda i giovani disoccupati marchigiani che non abbiano superato il trentesimo anno di età e che possiedono i requisiti prescritti.

Le Università assistono i giovani interessati allo svolgimento del tirocinio nella presentazione del progetto formativo individuale, stipulano le convenzioni con gli Uffici giudiziari e promuovono l’attivazione del tirocinio stesso.

Durante la realizzazione del tirocinio le Università, in qualità di soggetti promotori, assicurano il presidio, garantendo il buon andamento dello stesso e la realizzazione degli obiettivi formativi e di inserimento lavorativo.

La durata massima è di 6 mesi, per 25 ore settimanali. Il tirocinante ha diritto a un’indennità mensile pari a 500 euro, a carico della Regione Marche.

I tirocini sono avviati presso gli Uffici Giudiziari marchigiani (Cancellerie e Segreterie), compreso il TAR, esclusi i Giudici di Pace. In totale, allo stato attuale gli Uffici giudiziari marchigiani (Cancellerie e Segreterie), possono ospitare semestralmente circa 75 tirocinanti. I limiti numerici dei tirocini attivabili sono stabiliti in accordo con le disposizioni nazionali e regionali di riferimento, e con riguardo alla dotazione organica di ciascun Ufficio (Giudiziario) – soggetto ospitante.

Alla data del 30 aprile 2019 sono stati assegnati 58 tirocini, 19 presso gli uffici requirenti (Procure della Repubblica di Ancona, Macerata, Urbino, Fermo e Ascoli Piceno) e 39 presso gli sugli uffici giudicanti: Corte d’Appello e Tribunali di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Fermo e Urbino, compresi i Tribunali di Sorveglianza e il Tribunale dei Minori.

La misura presentata trae origine dalla precedente positiva esperienza del progetto sperimentale, denominato “l’Ufficio per il processo”, che ha visto il sostegno finanziario della Regione Marche e il coinvolgimento attivo degli Uffici Giudiziari marchigiani e delle quattro Università.

In quell’occasione erano stati finanziati circa 40 stage – tirocini, della durata di 12 mesi (400 euro lordi mensili), a favore dei giovani laureati marchigiani in discipline giuridiche.

Partendo dalla positiva esperienza realizzata nelle annualità 2016/2017, e rimanendo nelle finalità del progetto sperimentale “L’Ufficio per il processo”, si è ritenuto opportuno replicare lo stesso modello di collaborazione istituzionale anche nel settore del personale amministrativo delle Cancellerie, dove operano, in sinergia, una pluralità di soggetti, tra i quali, oltre ai magistrati, il personale amministrativo.

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