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Fondi bloccati ai comuni delle Marche, periferie abbandonate

Cna Marche: "danni all’economia e alle imprese edili locali, l’11 settembre la Camera ci ripensi"

Gino Sabatini

Macerata, Ancona, Pesaro. Fermo, Urbino. Sono i Comuni marchigiani che si sono visti rinviare al 2020 i finanziamenti per la riqualificazione delle periferie.

Salvo il Comune di Ascoli Piceno, che è rientrato tra i primi ventiquattro Comuni che hanno ottenuto i contributi e non hanno subito il provvedimento di sospensione previsto dal decreto Milleproroghe del Governo. Potrà così partire ad Ascoli Piceno la rigenerazione urbana del quartiere Monticelli, per un progetto che prevede 28 interventi in periferia per 85,8 milioni di euro con un finanziamento di 18 milioni.

Al palo i progetti degli altri capoluoghi di provincia, che prevedevano investimenti per 70 milioni di euro, con un finanziamento pubblico di circa 60 milioni di euro. Complessivamente, su 120 progetti presentati dai Comuni italiani, quelli bloccati sono 96 per 1,6 miliardi di euro. Via libera ai primi ventiquattro della graduatoria per 500 milioni di euro. Tra questi Ascoli Piceno, al diciottesimo posto della graduatoria.

“La Cna Marche affermano il presidente Gino Sabatini e il segretario Otello Gregorini“è solidale con i Sindaci delle città marchigiane che si sono viste bloccare i fondi ed i relativi progetti per due anni. Una decisione che impedisce di riqualificare aree periferiche disagiate che necessitano di interventi urgenti per affrontare gravi situazioni di degrado urbano.

Inoltre, la realizzazione dei progetti di riqualificazione consentirebbe di avviare cantieri con benefici per il settore edile locale. Ci auguriamo che, con la votazione prevista alla Camera per l’11 settembre, ci sia un ripensamento e che i fondi per le periferie possano essere sbloccati, guardando alle necessità dei territori.”

Se non si sbloccano i fondi, Macerata deve rinunciare al progetto ORTI (Occupazione, Rigenerazione, Territorio, Innovazione) al centro fiere di Villa Potenza, che prevede, tra l’altro, un polo per l’innovazione sociale e l’agrifood al Foro Boario, per un importo di 16,7 milioni di euro di cui 12,5 finanziati. Pesanti ripercussioni anche ad Ancona che si vede bloccare nove interventi di riqualificazione a Palombella, stazione, Archi, ingresso Nord della città per complessivi 16,1 milioni di euro di cui 12,1 finanziati dal Fondo periferie.

A Pesaro a fermarsi è il progetto SPRINT (Spazi Periferici Rigenerati Nuovi Traguardi) che prevede quindici interventi tra via dell’Acquedotto, stazione e cavalcaferrovia per 16,2 milioni di euro di cui 11,2 finanziati dal bando periferie. A Fermo, lo stop alle risorse coinvolge il progetto di sviluppo per l’area a rischio degrado di Lido Tre Archi per 8,6 milioni di euro. Infine Urbino.

Il progetto di riqualificazione urbana prevedeva interventi per 12,4 milioni di euro di cui 6,2 dal bando per ristrutturare a Urbino Due le palazzine centrali e creare infrastrutture per collegare l’area al vicino comune di Gallo di Petriano. Inoltre per acquisire e ristrutturare due edifici della prima periferia di Canavaccio. Tutto fermo, sperando in un ripensamento della Camera dei Deputati il prossimo 11 settembre.

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