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“Genova e il suo porto non devono cedere alla sconfitta”

"La città non mollerà"

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Porto di Genova

E’ ancora trascorso davvero poco tempo dalla tragedia del Ponte Morandi. E queste poche ore ci spingono oggi, prima di tutto, a piangere chi ha perso la vita e a unirci al lutto di tante, troppe famiglie.

Il crollo del viadotto sul fiume Polcevera- afferma Gian Enzo Duci – ha per le modalità e i tempi in cui la tragedia si è consumata, qualcosa di surreale. Le grandi opere dell’uomo quando collassano, sembra lo facciano in una dimensione parallela.

Ma per chi oggi è chiamato a gestire l’emergenza, il richiamo alla realtà deve essere costante. Lasciamo perdere le soluzioni miracolistiche o le invenzioni. L’Italia del nord e non solo Genova sono spaccate in due, noi dobbiamo riunirle.

E ciò significa sacrifici per tutti, specie per chi opera nella logistica e nel porto, il primo porto d’Italia che non deve cedere alle tentazione della sconfitta. Vanno quindi trovate in stretta connessione con chi conosce le dinamiche dei traffici le soluzioni più efficienti, quelle razionali, quelle che si possono applicare subito. Il governo ha proclamato uno stato di emergenza di 12 mesi.

Per noi l’emergenza è oggi e Genova, questo lo sappiano gli altri italiani, non molla il colpo. Lo ha dimostrato in passato, lo dimostrerà anche oggi, ma nessuno pensi per interesse politico, ignoranza, superficialità a metterci i bastoni fra le ruote.

Da

Federagenti Marittimi

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