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Diffondere la prevenzione e la cura della fibromalgia nelle Marche

Il relatore di maggioranza è Francesco Micucci del Pd

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fibromalgia, dolori alla schiena, schiena

Promuovere la prevenzione, diagnosi e cura della fibromialgia e della sensibilità chimica multipla, riconoscendo alle due malattie, sempre più diffuse nel panorama nazionale, lo status di patologie.

Sono le principali finalità della proposta di legge approvata a larga maggioranza dalla commissione Salute. La pdl, sintesi di diverse proposte presentate dai gruppi consiliari, era già stata licenziata dalla stessa commissione in giugno, ma l’Aula aveva ritenuto di rinviarla per un ulteriore approfondimento.

“Abbiamo riconfermato il testo unificato, ampiamente condiviso,  – evidenzia il relatore di maggioranza, Francesco Micucci (Pd) – con alcune piccole modifiche migliorative. Le Marche sono tra le prime regioni in Italia a normare la fibromialgia, che di recente è stata oggetto di una risoluzione nazionale approvata all’unanimità”.

La proposta di legge avvia un sistema integrato di interventi per assicurare prestazioni uniformi, appropriate e qualificate su tutto il territorio alle persone affette dalle due patologie favorendo anche l’inserimento dei malati nella vita lavorativa e sociale. Verrà istituito un centro di riferimento regionale per il coordinamento delle azioni di prevenzione, diagnosi e cura.

Prevista la definizione, da parte della Giunta regionale, sentita la commissione, di linee guida per la rilevazione statistica dei soggetti affetti dalle due patologie con l’obiettivo di migliorare i protocolli e garantire a tutti i malati le medesime, idonee e tempestive cure. L’Esecutivo regionale, inoltre, dovrà adottare un piano triennale di formazione e aggiornamento del personale sanitario, mentre l’Asur assicurare la realizzazione di una capillare campagna informativa periodica delle due patologie.

“Al momento del voto ho scelto di astenermi – spiega la relatrice di opposizione, Romina Pergolesi (M5s) – perché non sono riuscita a convincere gli altri membri della commissione a integrare il testo con alcuni miei emendamenti, tra i quali quello che prevedeva l’istituzione di un tavolo tecnico regionale composto da rappresentanti dell’Ordine dei medici, dei farmacisti, delle Università, del Centro regionale, di Asur, Ars, Inrca e associazioni dei malati che supportasse la Giunta nella redazione degli atti dovuti”.

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