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Termina il fermo pesca: tornano in mare anche nelle Marche i pescherecci dell’Adriatico

Finisce lo stop alle attività cominciato il 16 agosto. Cecchettini: "Strumento efficace per garantire la sostenibilità del mare Adriatico"

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Salperanno dopo la mezzanotte tra il 26 e il 27 settembre i pescherecci dell’Adriatico. Torneranno in mare anche i 1.500 associati di Legacoop Pesca Marche, con i loro oltre cento addetti e un fatturato che supera i 50 milioni di euro, per rifornire i mercati.

Termina, infatti, il fermo pesca, durato 42 giorni, che quest’anno era cominciato il 16 agosto per il compartimento di pesca che va da Pesaro a Bari mentre nel tratto fra Trieste e Rimini il blocco è stato fra il 25 luglio e il 5 settembre.

Le Marche, al quinto posto in Italia per numero di pescherecci, 935 in totale secondo i dati di Mipaf-Irepa, rappresentano il 9,69% del pescato a livello nazionale, suddiviso in oltre 14 mila tonnellate di pesci, in testa acciughe, naselli e triglie, più di 10 mila tonnellate di molluschi, in prevalenza vongole e lumachine, e oltre 2 mila tonnellate di crostacei, specie pannocchie e scampi.

“Proteggere il nostro mare è compito prioritario anche dei pescatori – commenta Simone Cecchettini, responsabile regionale Legacoop Pesca Marche –, che aderiscono convintamente al fermo biologico perché, pur dovendo purtroppo registrare i ritardi con cui vengono pagati i contributi previsti da questo provvedimento, condividono la necessità di favorire la sostenibilità dell’Adriatico, risorsa fondamentale sì per le attività d’impresa ma soprattutto del nostro ecosistema. Siamo, quindi, convinti della validità di questo strumento che, fra l’altro, non crea danno ai consumatori vista la disponibilità del pescato che arriva dalle altre coste sempre italiane, grazie all’alternanza per aree, e quindi in piena garanzia di qualità e salubrità. Una modalità di tutela del nostro mare che si affianca a tutte le azioni che stanno per essere in messe in campo anche attraverso il Feamp, il Fondo europeo per la pesca, attraverso la fondamentale regia della Regione Marche, sempre per favorire la sostenibilità di questa attività imprenditoriale”.

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